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Gentile va o resta? Il caso della play infiamma Le Mura
I tifosi stravedono per Imma che ha regalato grandi gioie Lo staff tecnico sta però valutando tutte le opportunità
LUCCA. C’è un caso a caratterizzare l’estate del Basket femminile Le Mura, reduce da un campionato esaltante concluso in gara cinque della semifinale scudetto con Taranto. Un caso di cui si discute sia all’interno della società, sia fra i tifosi: quale sarà il futuro di Imma Gentile? Sarà ancora la play di Caserta a vestire nella prossima stagione la maglia numero 18 del club biancorosso?
Strano destino, quello della sorella di Nando, 37 anni da compiere il prossimo 17 novembre e un carisma non comune.
La scorsa estate arrivò a Lucca all’ultimo momento, in realtà lo staff tecnico aveva puntato su un altro nome (la viareggina Lisa Tripalo, 25 anni, neopromossa in A1 con Orvieto), poi le mutevoli vicende del mercato crearono l’opportunità di Gentile e si chiuse questa trattativa.
Le perplessità non furono poche. A partire dal settore tecnico per arrivare all’ultimo dei tifosi: possibile che Le Mura affidasse la regia della squadra a due giocatrici reduci da una stagione a Napoli conclusa con la retrocessione?
Le ombre, almeno per quanto riguarda Gentile, svanirono in pochi giorni. Bastò vederla all’opera, in allenamento e nelle prime amichevoli, per capire la sua professionalità, le doti, l’esperienza, la capacità di fare gruppo. E come se tutto questo non bastasse, ecco il campionato, la sfida con Taranto, quella della consacrazione, delle due triple arrivate allo scadere di due tempi, a trasformarla in un idolo della tifoseria, con cui peraltro Imma intrattiene rapporti costanti.
Fino ad arrivare al giorno magico, quello più atteso, il match con la rivale Famila Schio, una gara tirata e bellissima, risolta all’ultimo secondo del supplementare proprio da un’invenzione della play di Caserta, una tripla dalla lunga distanza, una palla che batte nel tabellone e fora la retina.
Il canestro del delirio, uno di quelli che legano per sempre una giocatrice a una società.
Nel mezzo le sfide al tiro da metà campo con le compagne alla fine degli allenamenti, i palloni portati in camera, c ompreso quello “rubato” e poi restituito a Taranto nella serie finale.
Grande agonista e combattente, Gentile, ma una giocatrice difficile da inquadrare in un sistema di gioco ben organizzato come quello che pretende coach Mirco Diamanti. Ed è forse questo aspetto, insieme alla carta d’identità, a far sì che il settore tecnico si guardi intorno, per capire – dopo aver perso anche l’altra play Licia Corradini – quali possibilità ci sono per sistemare un ruolo fondamentale per Le Mura.
Senza escludere a priori Gentile, ma anche senza considerarla una priorità.
Dall’altra parte c’è la società, che si rende conto di come la giocatrice campana sia entrata nel cuore dei tifosi, di come sia una sorta di atleta-immagine, ma che non vuole giustamente interferire nelle decisioni tecniche.
Nel mezzo gli appassionati biancorossi, specie i più accesi, per i quali Imma non si tocca.
E la diretta interessata? Aspetta, attende di sapere le intenzioni e gli orientamenti del club. A Lucca è stata benissimo, qui ha cominciato a lavorare e qui resterebbe volentieri. A fine mese probabilmente se ne saprà di più: per ora il caso dell’estate biancorossa continuerà ad agitare le giornate.
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