Il presidio
Coach Piazza felice «Arrivo a Le Mura con entusiasmo»
Per il tecnico lucchese è stimolante lavorare con Diamanti Nel settore giovanile seguirà le squadre under 19 e under 17
LUCCA. «Lavorare con Diamanti è stimolante. Quando mi ha chiamato e mi ha detto che aveva piacere che io gli facessi da secondo non ho più avuto indugi e ho accettato volentieri la proposta dei dirigenti del Basket Le Mura per fare anche l’head coach del settore giovanile».
Giuseppe Piazza spiega così la sua decisione di lasciare la pallacanestro maschile per passare sull’altra sponda ed entrare a far parte della famiglia Le Mura che nella prossima stagione disputerà il suo terzo campionato di A1.
Piazza viene da tre anni di lavoro ad Altopascio, con il Bama, che gli hanno lasciato un ottimo ricordo.
«Ho grande stima dei dirigenti e di tutto l’ambiente – afferma – sono stati tre anni bellissimi dal punto di vista tecnico e soprattutto umano. Purtroppo mi avevano detto che non sapevano se avrebbero continuato. Io avevo anche altri contatti, ma quando mi si è presentata l’opportunità delle Mura ho accettato. Anche per poter restare a Lucca ed essere vicino ai miei due figli ancora in tenera età».
Nello staff biancorosso c’è anche la sua compagna, Lorenza Calcagnini, indimenticata protagonista della promozione in A2.
Al momento Piazza sta seguendo il torneo Parca, osservando dall’esterno le ragazze del vivaio. Fino al 30 giugno è infatti legato contrattualmente al Bama, poi lavorerà a tempo pieno per Le Mura, sia collaborando con Diamanti, sia occupandosi delle formazioni under 19 e under 17. Anche se gli scenari al momento sono sempre in evoluzione.
«Stare al fianco di Diamanti per me è davvero interessante – afferma Piazza – mi interessa conoscere da vicino i suoi metodi di lavoro, confrontarmi. Oltretutto Lucca in questo momento dal punto di vista dei risultati è un’isola felice: la squadra maschile è stata promossa in Dna, quella femminile è arrivata a gara cinque della semifinale scudetto, suscitando grande entusiasmo. Sono felice di essere qui, non vedo l’ora di cominciare a lavorare sul campo».
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