Il Tirreno

Lucca

Drocker dà la carica «A Bologna possiamo vincere»

Drocker dà la carica «A Bologna possiamo vincere»

La bandiera dell’Arcanthea vuole essere protagonista «Sarà importante non concedere loro il contropiede»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Da una decina d'anni non si respirava aria di playoff al palatagliate, Gian Paolo Drocker c'era, come sempre negli ultimi 20 anni di storia biancorossa: 2 decadi di militanza che lo hanno portato ad essere, oltre che il capitano, l'immagine della squadra, il volto riconoscibile di ciò che voleva dire Pallacanestro Lucca. Ha iniziato la stagione con qualche incognita, dopo tanti campionati passati ad essere la prima opzione del gioco offensivo si è trovato parte di un roster molto competitivo in cui anche il suo ruolo necessitava di nuova collocazione.

Eppure è stato come sempre protagonista, anche se in modo inevitabilmente diverso dal passato: qualche minuto in meno ma un rendimento che è andato in crescendo da un punto di vista qualitativo, si trattava di trovare un nuovo equilibrio. L'enorme affetto che tutti gli appassionati gli tributano ogni volta è la testimonianza di quanto sia apprezzata la persona, prima ancora che l'atleta, nell'ambiente lucchese.

Che emozione prova a giocare nuovamente i playoff?

«La sensazione è buona, anche rispetto alle aspettative che avevo ad inizio anno. Pensavo che il nostro top sarebbe stato un piazzamento tra le prime sei con approdo alle semifinali, si può dire che è stato ampiamente superato il target».

«Come valuta la sua stagione?

«Russo ed io avevamo aspettative diverse, io stesso non sapevo cosa attendermi. A 38 anni qualche passo da un punto di vista fisico si perde ma penso comunque di essere migliorato sotto diversi aspetti del gioco ed in questo la grande qualità dei compagni è stata determinante. Paradossalmente mi sembra di essere tornato ai primi anni, quando ero il 6°-7° in una squadra molto forte».

Proprio la qualità della squadra è stata una delle chiavi della stagione.

«Non conoscevo i nuovi, se non per i loro tabellini. Mi ricordo, durante una delle prime amichevoli a Casalpusterlengo, un aiuto difensivo che non mi aspettavo con tempi perfetti di Scrocco dopo che ero stato battuto: ho capito subito il valore dei compagni. Le letture dei singoli sono orientate sempre verso il bene della squadra, e poi devo dire che Scrocco è uno dei giocatori più forti che abbia visto a Lucca».

Ora c'è Bologna, che impressione le ha fatto, quale pensa sia la chiave per batterli?

«Si vede che è una squadra abituata a lavorare in un determinato modo, a testa bassa e con quantità, il che può essere anche un limite. Certo è che fisicamente ed atleticamente sono i migliori del girone, magari hanno meno individualità ma tanto talento diffuso. Le chiavi sono molte e ci stiamo lavorando, in generale provare a ridurre il loro contropiede evitando forzature inutili».

Per l'anno prossimo non si sbilancia, rimandando ogni decisione a fine stagione, di certo non si vede molto nei panni di allenatore («forse la mentalità ce l'avrei ma sotto tanti altri aspetti non so se fa al caso mio»), sicuramente è pronto per contribuire ancora in questi playoff per una squadra che ha bisogno di lui. Infatti la preparazione generale è frenata da qualche contrattempo fisico, negli ultimi allenamenti si sono fermati Barsanti (tendine del ginocchio), Sereni (problema ad una spalla), Scrocco (risentimento muscolare), Parente (botta sul quadricipite in partitella) mentre Zivic prosegue il suo recupero senza però mai forzare in allenamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web