Il presidio
Francesconi: «Lascio se non arrivo più nei primi tre al test di Cooper»
QUARRATA La felicità ha gli occhi di un ragazzino di 42 anni che si diverte ancora come 25 anni fa a tirar calci a un pallone. Alberto Francesconi esce dallo stanzone degli spogliatoi di Quarrata e...
QUARRATA
La felicità ha gli occhi di un ragazzino di 42 anni che si diverte ancora come 25 anni fa a tirar calci a un pallone. Alberto Francesconi esce dallo stanzone degli spogliatoi di Quarrata e si tuffa nella marea rossonera che invade il rettangolo spelacchiato del campo sportivo e urla il refrain-tormentone «torneremo grandi ancor». Lui di campionati nei dilettanti ne ha vinti tanti e ovunque: da Livorno a Pontedera, da Viareggio a Pisa. Ma da ex tamburino di curva Ovest il successo ottenuto con l’Fc Lucca, proiezione futura della vecchia Lucchese, ha un sapore particolare: «Mi rispecchio in questa gente che ne ha passate di tutti i colori e questa vittoria la dedico a loro. Il mio canto del cigno? E chi l’ha detto. Smetto soltanto quando non arrivo nei primi tre al test di Cooper. Mi piacerebbe tornare nei professionisti e fare l’ultima partita in C con i rossoneri. Però non dipende da me, ma da quel signore là (e indica l’impassibile Bruno Russo che seduto su una panca assiste al tripudio)». Accapatoio ancora indosso capitan Vittorio Tosto ricorda le promesse fatte il 2 settembre in piazza San Giusto al momento della presentazione della squadra: «Mi sento orgoglioso di aver fatto parte di questo fantastico gruppo. Sono stato tra i primi ad aver sposato il progetto perché questa maglia me la sento cucita addosso come una seconda pelle. Il mio futuro? Sono a disposizione di Russo e della società. In campo o seduto dietro una scrivania. Certo, se mi chiama il ds Perinetti a Palermo per far parte del suo staff mi presento per parlarci. Ma ho voglia di restare a Lucca e di riportare in alto questi colori».
Sorride e stringe mani anche un altro lucchese doc : Simone Angeli: «Credetemi, ho giocato in tante piazze di Lega Pro e a Lucca non manca nulla per come impianti e organizzazione per restare stabilmente tra i professionisti. Vedere i rossoneri in Eccellenza mi pareva blasfemo. Adesso inizia una nuova era. Adesso non pensiate che tiriamo i remi in barca: onoreremo sino alla fine il campionato anche perché chi indossa questa maglia non tira mai indietro la gamba». Stefano Buccellato, veterano della serie D, spera nella riconferma: «Dedico questa promozione ai compagni, al fantastico gruppo di amici che si è creato. Mi piacerebbe restare anche l’anno prossimo perchè questo è l’ambiente ideale per fare calcio». Chiude Marcos Andres Espeche. L’argentino aveva già vinto campionati minori in Spagna e Argentina. «Ma questo ha un sapore speciale. Il mio ruolo? Difensore o centrocampista centrale poco importa. Fondamentale è farsi trovare pronti in qualunque momento».
Luca Tronchetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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