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Courtney Willis un futuro a Charlotte con Lucca nel cuore

di Fabrizio Tonelli
Courtney Willis un futuro a Charlotte con Lucca nel cuore

Con i risparmi di 7 stagioni in A1 ha comprato casa negli Usa Dal soccer al basket e un sogno: fare la giornalista in tv

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LUCCA

Il sogno americano di Courtney Willis sta diventando realtà. Bruce – punto di forza del Basket Le Mura - ha comprato casa a Charlotte, dove vuole stabilirsi alla fine della sua carriera sportiva. Ha investito nel mattone – per il suo futuro – i risparmi delle sette stagioni in Italia, trascorse tra casa e palasport, senza tante distrazioni, proprio per mettere da parte il denaro necessario.

«Dell’Italia conosco davvero poco – dice Willis – al punto che mi piacerebbe tornare da turista in futuro e andare al mare, a godermi il sole in Sicilia o in Sardegna».

Professionista esemplare. Bella persona Courtney. Intelligente, spiritosa, dal carattere forte. Una professionista esemplare sul parquet, una donna matura al di fuori. Il basket per lei è una passione e un lavoro, ma a Lucca al termine della scorsa stagione ha fatto una scelta di cuore più che di testa.

«In questa squadra mi sono trovata bene – dice Willis – e anche se avevo avuto altre offerte, economicamente più vantaggiose, quando ho saputo che rimanevano Shamela, Beba e Mery ho pensato che non potevo andarmene e sono stata felice di restare, pur nella consapevolezza che questo club non ha un budget come altre società. Ritenevo che questa squadra potesse fare meglio, che al secondo anno insieme saremmo cresciute, grazie anche agli arrivi di Licia, Imma e Maya. E ho avuto ragione, stiamo facendo molto bene».

Willis ha le idee chiare sul futuro: «Il 18 marzo compirò 30 anni – spiega – e non credo che giocherò ancora a lungo. Il prossimo anno potrebbe essere l’ultimo per me. Sarebbe l’ottavo in Italia, un periodo lungo, dopo il quale potrei decidere di tornare negli Stati Uniti per costruirmi la mia vita a Charlotte».

L’inizio col soccer. Come sono lontani gli anni in cui Bruce cominciò a prendere confidenza con i palloni. A 5 anni si divertiva a giocare a soccer, il nostro calcio. Poi il basket, sull’esempio della sorella Cameron, di tre anni più grande.

«Ma non ero tanto brava – ricorda sorridendo la numero 20 del Basket Le Mura – al punto che facevo parte della seconda squadra. Solo a 14 anni l’allenatore decise di inserirmi nella prima formazione della scuola».

Courtney la palla la colpiva in tutti i modi, giocava a calcio e basket contemporaneamente e poi decise di provare anche il volley.

Giornalista in tv. Lo sport che le piaceva più di tutti, mentre studiava per diventare giornalista televisiva. Le sarebbe piaciuto andare sui campi, fare le telecronache e le interviste per le emittenti tv, invece il destino aveva riservato per lei un altro ruolo, sempre sul campo, ma da giocatrice.

«Nel volley non c’erano sbocchi – racconta la giocatrice nativa di Fayetteville – così puntai decisamente sul basket. Mi chiamarono per un provino con Los Angeles, per la Wnba, ma ci arrivai con un problema ai legamenti di un piede e c’erano tante altre giocatrici. Non mi scelsero e allora decisi di venire in Europa».

L’arrivo in Italia. Dopo cinque mesi in Grecia, ad Atene, nella stagione 2005-2006 Bruce è a Vicenza, quindi due campionati a Spezia, una stagione a Umbertide, un’altra sfortunata a Livorno e nell’estate del 2010 la telefonata da Lucca. Courtney accetta volentieri di rimettersi in gioco in una formazione neopromossa. Si trova bene nel gruppo, nella città e con l’allenatore.

«Mirco (Diamanti, ndr) è davvero un bravo tecnico. Si vede che è un docente, in campo ci insegna tante cose, ma così come parla di basket in palestra, altrettanto parla di tutte altre cose quando siamo fuori dal parquet. E questo mi piace molto».

Duecento presenze. Domenica, nella trasferta del Basket Le Mura sul parquet di Castel Bolognese, casa di Faenza, l’ala pivot americana raggiungerà le 200 presenze in serie A. Un bel traguardo e il prossimo anno sarà Willis ancora protagonista sul parquet: «Il basket in Italia è diverso rispetto agli Usa, dove se una giocatrice è alta viene fatta giocare solo sotto canestro. Qui si curano molto i fondamentali, alle lunghe viene insegnato a giocare anche fuori area e questo è importante. A me piace difendere, se mi rendo conto che durante una partita non riesco a fare canestro mi metto al servizio della squadra in difesa, ai rimbalzi, per dare comunque il mio contributo».

Quest’anno Willis divide l’appartamento con il suo compagno, Clint, anche lui giocatore di pallacanestro, che per ora è senza contratto, dopo un’esperienza in Egitto. Una presenza che la conforta e le fa sentire meno la lontananza da casa.

Anche se Internet e Skype consentono di tenere rapporti pressoché quotidiani. “Ogni tanto – dice Bruce – uso Internet anche per immaginare la mia casa. Mi trasformo in “interior designer”, penso a come arredare le stanze, ai colori, immagino il mio futuro”. Un futuro senza basket, ma con un libro dei ricordi grande così. E l’Italia nel cuore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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