Il Tirreno

Lucca

Le lucchesi hanno fatto soffrire la squadra campione d’Italia

Le Mura sfiora l'impresa Schio vince con l'ultimo tiro

Fabrizio Tonelli
Imma Gentile in azione contro Schio (foto Vasco Favilla)
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Imma Gentile in azione contro Schio (foto Vasco Favilla)

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 LE MURA: 57   -   SCHIO: 59   BASKET LE MURA: Petri ne, Corradini 4, Amato ne, Tringale ne, Bertolucci ne, Andrade 11, Favilla 2, Bagnara 9, Ruzickova 4, Hampton 16, Gentile 2, Willis 9. All. Diamanti.  FAMILA SCHIO: Consolini 6, Cohen 4, Pastore 3, Erkic ne, Masciadri 24, Ramon ne, Mc Carville 10, Madalin, Brumermane, Ford 10, Macchi 12. All. Lasi. ARBITRI: Battista e Papini. NOTE: parziali 8-12, 24-27, 39-45. Uscita per 5 falli Ford al 34'. Tiri da 2: Le Mura 17/37; Schio 16/29. Tiri da 3: Le Mura 2/13; Schio 7/16. Liberi: Le Mura 17/20; Schio 6/10. Rimbalzi: Le Mura 25 (11 offensivi); Schio 32 (9) offensivi).  CAMAIORE. Dal palasport di Camaiore arriva un messaggio forte e chiaro: per battere il Basket Le Mura, per superare questa squadra che ha un cuore e un carattere inesauribili ci sarà da sudare. Bisognerà mettere sul parquet non solo le doti tecniche, ma anche voglia di soffrire, tenacia, massimo impegno.  Ne sa qualcosa la scudettata Schio, che ha risolto la pratica Le Mura all'ultimo secondo, con un tiro di Chicca Macchi su cui Mery Andrade non è riuscita a fare un fallo terminale per portare la gara al supplementare (le biancorosse erano ancora in bonus).  Peccato per i tifosi, ma gli applausi non sono mancati. Sarà anche vero che Schio - come ha detto coach Lasi - è più indietro nella preparazione, ma di certo la Famila ha dovuto sudare le proverbiali sette camice. Perchè ogni volta che provava ad allungare, a levarsi di dosso l'indomabile resistenza delle biancorosse, poi si ritrovava le ragazze di Diamanti a bussare alla porta, di nuovo alle calcagna. Senza esclusione di colpi e come se ogni azione fosse quella decisiva.  La grande difesa di Le Mura, marchio di questa squadra sotto la gestione del coach di Avenza, ha tenuto la Famila sotto i 60 punti e non è impresa da poco, considerando le doti tecniche e fisiche di questa formazione che vuole fare strada anche in Eurolega. E' chiaro, poi lo sforzo fatto è stato pagato in attacco, dove è mancata lucidità, dove sono tanti i buoni tiri costruiti che non sono entrati.  Le Mura comunque esce da questo torneo (Umbertide ha vinto la finalina per il 3º posto, battendo Parma 73-57) con tante certezze in più, con la convinzione di essere sulla buona strada, di poter reggere il confronto con chiunque. E' questo è certamente il risultato più bello, al di là dell'affermazione finale sfuggita per poco.  «Abbiamo dimostrato di saper lottare e soffrire, siamo stati in gara fino in fondo, senza mai smarrirci anche quando Schio ha avuto 10 punti di margine», commenta coach Diamanti. Che poi aggiunge: «Le squadre sono state condizionate dallo sforzo di giocare due partite in 24 ore, ma in fondo va bene così. Ora continuiamo a lavorare in vista del campionato».

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