Il Tirreno

Lucca

Ultimi giorni per salvare la società

Nicola Nucci
Marotta guiderà l’attacco rossonero nel derby
◗
Marotta guiderà l’attacco rossonero nel derby

Il presidente Biagioni: senza l'operazione-stadio non c'è futuro

3 MINUTI DI LETTURA





 LUCCA. Senza l'operazione-stadio non c'è futuro per la Lucchese. Lo ribadisce il presidente-traghettatore Fabrizio Biagioni, manager della Valore e braccio destro di Valentini. Che conferma contatti con investitori (non lucchesi) «interessati alla ristrutturazione dello stadio e a subentrare nella Lucchese, ma vogliono atti concreti, non chiacchiere prima di uscire allo scoperto e intavolare una trattativa. Attendono che il Porta Elisa diventi cantierabile». Altrimenti - conferma Biagioni - l'immobiliare pratese, che detiene l'80% delle quote del sodalizio rossonero, a giugno chiuderà i battenti senza iscrivere la squadra al campionato di Prima divisione.  Quali le prossime mosse?  «Abbiamo chiesto per la prossima settimana un incontro col sindaco Favilla e l'assessore Chiari per capire qual è la situazione. Il progetto definitivo dello stadio è stato consegnato al Comune, ma non ci risulta che sia stato messo all'ordine del giorno del consiglio comunale».  Qual è la proposta della Valore per cedere l'80% delle quote rossonere in suo possesso?  «Siamo disposti a fare un importante sacrificio economico, oltre ad avere semplificato la base dell'accordo: gestione sportiva (130mila euro all'anno ndr), ovvero parco giocatori e il titolo sportivo, e la futura convenzione sullo stadio. Sono stati esclusi i terreni di San Donato che avrebbero complicato una eventuale trattativa, pur essendo un patrimonio della Lucchese».  A questo punto il prezzo del "pacchetto" (squadra e stadio) potrebbe scendere?  «Non parlo di cifre. Pongo solo una domanda: quante aziende in Italia spendono 1,5 milioni all'anno a fondo perduto?».  Col via libera al progetto-stadio la Valore resterebbe, anche con piccole quote?  «Col progetto Lucchese abbiamo chiuso. La città ci ha voltato le spalle. Pensiamo solo a vendere le nostre quote a soggetti seri e realmente interessati a fare calcio a Lucca e alla riqualificazione dello stadio, un progetto nell'interesse della Lucchese e dei lucchesi. Non si è capito che è l'unica soluzione per consentire alla squadra un'autonomia gestionale e un futuro stabile a prescindere dai proprietari. Così si potrebbe rilanciare il vivaio e programmare nel giro di qualche anno la serie B».  Stadio o non stadio c'è da salvare la Lucchese. È possibile un accordo col socio di minoranza (20%) Giuliano Giuliani, che finora ha sempre versato la sua parte ed è intenzionato ad andare avanti?  «È un interlocutore serio con il quale abbiamo già parlato e sappiamo che si sta muovendo. La cordata di Carruezzo? Non sappiamo nulla. E il tempo passa. Siamo al conto alla rovescia per la sopravvivenza della Lucchese».  In questa grande confusione i tifosi sono preoccupati di arrivare a fine stagione senza una società e ricadere nell'inferno dei dilettanti. Gli stipendi saranno pagati? La squadra sarà iscritta? «Abbiamo intenzione di saldare le pendenze verso i giocatori, oltre ai fornitori, per evitare penalizzazioni in classifica. Ma lo faremo secondo le nostre modalità. Certo, i nostri impegni dipenderanno da cosa succederà da qui a giugno».  La situazione, dunque, è critica. E da un po' di giorni sembra di sentire lo stesso disco. Di sicuro se entro il 15 maggio, data dell'ultimatum di Valentini, nessun acquirente si sarà fatto avanti con una proposta concreta la Lucchese sarà messa in liquidazione, con la conseguente perdita della storica denominazione Lucchese Libertas 1905 che scomparirebbe dal calcio che conta. A quel punto si potrebbe ripartire dalla categoria più alta dei dilettanti, ma stavolta la D non sarebbe sicura. Una via d'uscita sembra essere rappresentata dal tentativo dell'ex patron Giuliano Giuliani, magari aiutato nell'operazione dall'ex a.d. Ugo Giurlani e dal sindaco Favilla. Il titolare della Cipriano Costruzioni sta sondando il terreno alla ricerca di imprenditori solidi in grado di rilevare la società rossonera e acquisire la gestione sportiva, pagare gli stipendi e i pochi debiti, in attesa di capire se si farà il nuovo stadio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera