Il Tirreno

Lucca

L'Arca ha imparato a vincere le partite che si mettono male

Lorenzo Guerrieri
Alessio Marchini durante un time-out (Vip)
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Alessio Marchini durante un time-out (Vip)

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 LUCCA. Ci voleva un allenamento alle 8.30 di mattina dopo sole cinque ore di sonno per dare una scossa emotiva all'Arca Impresa. Al rientro dopo la brutta trasferta di Legnano, Visigalli e compagni si sono subito ritrovati sul parquet per buttarsi alle spalle quella prestazione negativa.  Evidentemente il lavoro soprattutto psicologico di Marchini e del suo staff ha dato i frutti desiderati, anche se - come ammette il coach - c'è da sperare che in futuro non cia sia più bisogno di queste misure drastiche per avere una reazione postiva.  «Quella di Empoli - spiega Marchini - è stata una vittoria che mi è piaciuta: non si può pensare di vincere solo le partite in cui va tutto bene da subito, ci vogliono anche quelle combattute, in cui si parte male, si sta sotto ma poi si riesce ad emergere».  Infatti sabato è andata proprio così, con i padroni di casa a condurre per buona parte del match salvo poi assistere ad una gran rimonta nell'ultimo quarto con una difesa solida e buoni tiri in attacco: «In quel parziale - prosegue il coach - abbiamo dato continuità alle cose positive; alternando difesa a uomo ed 1-3-1 li abbiamo mandati in confusione e poi in transizione abbiamo segnato canestri importanti su un campo tradizionalmente ostico».  La squadra non sempre è stata lucida ma quello che ha colpito è stato un atteggiamento più aggressivo del solito, con giocate anche molto dure ma che sono servite a dimostrare che i biancorossi erano emotivamente presenti in campo.  Conferma l'allenatore dell'Arca: «Qualche fallo è stato davvero al limite ma è fondamentale aver visto una buona solidità del gruppo e aver conquistato una vittoria di squadra; tutti i ragazzi hanno avuto alti e bassi ma ciascuno ha contribuito».  Dopo due trasferte l'Arca sabato torna sul parquet del Palatagliate, che fin qui è stato amico ma non troppo, contro Varese, una delle corazzate del girone.  Coach Alessio Marchini non nasconde le difficoltà dell'impegno ma stimola i suoi: «Lo vedo come un fatto positivo che arrivi una squadra forte: se impariamo la lezione di sabato ci possiamo togliere ancora delle soddisfazioni, in caso contrario se qualcuno anche inconsciamente si fa trascinare troppo dall'entusiasmo rischiamo di andare incontro ad una figuraccia».

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