Venti punti e quattordici rimbalzi per il lungo del team diretto da coach Marchini
Vergara trascinatore dell'Arca nella sfida con Castelfiorentino
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La rosa dellArca Impresa Lucca 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Dall'alto della sua esperienza in meno di un anno di permanenza a Lucca, Massimo Vergara è diventato uno dei leader e punti di riferimento in campo e fuori per l'Arca Impresa Lucca. Domenica scorsa, nel match chiave contro Castelfiorentino, ha messo a tabellino una prova maiuscola con 20 punti e 14 rimbalzi. C'era bisogno di una prova di forza dei veterani e lui, con Realini e Biancani, ha dato qualcosa di più. Arrivato a gennaio di quest'anno, Vergara si è ormai ambientato bene: «Lucca è una città molto vivibile e mi trovo bene anche perché le persone ti lasciano molto tranquillo». Con i suoi 31 anni è, dopo Drocker, il più "anziano" in squadra e quindi ha il polso della situazione per quanto riguarda la vita di spogliatoio: «C'è un bel gruppo, tutti i ragazzi sono degli ottimi compagni di squadra. Sul parquet è presto per dare giudizi perché dobbiamo ancora capirci e ambientarci al meglio». La vittoria contro Castelfiorentino ha ridato ossigeno ad una classifica che si stava facendo preoccupante, i biancorossi hanno evidenziato lacune su cui Marchini ed il suo staff stanno lavorando ma ha dimostrato il carattere giusto che le ha permesso di portare a casa una partita vinta 3 volte ma quasi buttata via negli ultimi minuti. «I castellani hanno una buona squadra - continua Vergara - e aver vinto conferma che qualcosa abbiamo anche noi. C'è ancora da sudare, ma può essere davvero la svolta. Dobbiamo fare tesoro anche delle difficoltà e continuare su questa strada». In definitiva è stata la solita Pallacanestro Lucca un po' double face, con tante cose buone ma anche parecchie ingenuità che potevano costare caro pure in questa occasione. Massimo ha una chiara idea di pregi e difetti della squadra: «Per fare il salto di qualità dobbiamo lavorare sull'aspetto mentale durante tutti i 40 minuti. Domenica eravamo avanti di 10 a 4' dalla fine, ma ci siamo fatti recuperare. Di buono c'è che la voglia di lavorare ogni giorno non manca e non possiamo che migliorare anche da sotto quell'aspetto». L.G.
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