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 LUCCA. Un inizio con il botto non se lo aspettava neanche lui. In C1 a Massa (stagione ...

Ni.Nu.
 LUCCA. Un inizio con il botto non se lo aspettava neanche lui. In C1 a Massa (stagione ...

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 LUCCA. Un inizio con il botto non se lo aspettava neanche lui. In C1 a Massa (stagione 2005-2006) non aveva mai segnato nemmeno con le mani. Invece a 33 anni suonati non soltanto ha rotto il ghiaccio, ma ha realizzato una splendida doppietta con due gol uno più bello dell'altro. Damiano Biggi ormai lucchese d'adozione è diventato una delle più forti punte esterne della Lega Pro. Prima segnava poco. Adesso, negli ultimi due anni, l'attaccante ha fatto centro 31 volte (20 nel Gavorrano, 11 nella Lucchese). Quando fila via in velocità la «Locomotiva» è devastante.  Un inizio folgorante sul piano personale: te lo aspettavi?  «Nelle prime due gare ho sbagliato tante occasioni. Mi sono rifatto contro la Ternana con la mia prima doppietta in Prima Divisione. Non ero mai partito così bene».  Dopo tre giornate Lucchese in vetta al girone.  «Il nostro campionato è iniziato in discesa, ma dobbiamo rimanere coi piedi per terra. Come dice mister Favarin aspettiamo dieci gare per capire di che pasta siamo fatti. Certo, siamo una squadra affiatata e con una grande determinazione».  Quali sono gli obiettivi personali?  «Vorrei giocare sempre su questi livelli e stare bene fisicamente. Quando le gambe girano posso esprimere al massimo le mie qualità: velocità, rapidità, dribbling. Nel Gavorrano e nella Lucchese ho scoperto le mie doti di realizzatore. Lo scorso ne ho segnati 11. Sarebbe bello ripetere la stessa annata e magari lo stesso finale».  Quale il sogno nel cassetto?  «La terza promozione con la Lucchese, quella in serie B. È il più bel regalo per me, la mia famiglia e i tifosi rossoneri. Intanto siamo in testa alla classifica, ho già segnato due gol e i tifosi mi applaudono come uno dei beniamini. Ne vado fiero».  Quale è stata la persona della svolta nella carriera?  «Devo tutto ai fratelli Paolo e Fabrizio Giovannini. Sono stato la loro prima scommessa quando mi presero dal Forte dei Marmi in Eccellenza nel 2002 per portarmi al Castelnuovo in C2. Senza il loro fiuto sarei rimasto nei dilettanti. Invece a 33 anni sono da due anni nella Lucchese, la squadra della mia città per la quale faccio il tifo sin da piccolo».  Che rapporto ha con Favarin?  «È un tecnico con carisma da vendere e una mentalità offensiva che ci piace».  Il super trio Biggi-Marotta-Grassi funziona a meraviglia.  «Siamo complementari perché alterniamo i movimenti pur attaccando entrambi la profondità. E poi Grassi ci mette nelle condizioni ideali con assist e passaggi filtranti al momento giusto. Ma non sarà sempre facile trovare spazi nelle difese».  In cosa è migliorato?  «Una volta ero troppo impulsivo: è stato un limite nella mia carriera. Ma sono contento di essere a Lucca e la gavetta tra i dilettanti mi ha insegnato ad essere umile».  Quale è il suo difetto?  «A volte gioco troppo da solo. Ma molto meno rispetto al passato».  I momenti più belli e difficili.  «Il più bello a Lucca e non è ancora finita. I più brutti? Il secondo anno a Castelnuovo quando non riuscivo a fare gol nemmeno con le mani, e i sei mesi a Massa».  Quale un giocatore a cui ti ispiri?  «Il primo Ronaldo. È stato il più forte del mondo».

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