Il presidio
Ducato vuole timbrare domani a Montegranaro il passaporto per la finale
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La rumena Mandache in attacco controllata da Sandri (Vip) La squadra è in salute ed è convinta di poter fare il blitz che le garantirebbe l'accesso allo spareggio per l'A1
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LUCCA. Ducato può chiudere il conto già domani sera. Nel gruppo biancorosso c'è fiducia di riuscire a ripetere al palasport di Montegranaro (dove gioca il Gruppo Sistemi 2000 Porto San Giorgio) il successo di garauno. E sarebbe una piccola impresa perchè le marchigiane, al pari di Ducato, hanno sempre fatto valere il fattore campo, sia in regular season che nei playoff. Una fiducia che si fonda non soltanto sull'entusiasmo generato dalla prima vittoria ma anche dalla consapevolezza che la squadra dal punto di vista della condizione è in salute, sta bene e trova in ogni partita - come ormai è consueto - qualche giocatrice che riesce a dare un po' di più e a compensare in questo modo la prova meno positiva di altre compagne. Una forza che può anche essere un limite, ma che sta portando molto lontano questa squadra. Porto San Giorgio ha provato a giustificare la sconfitta recriminando su alcune decisioni arbitrali, sui falli che hanno tolto dal campo anzitempo Filippetti e Mandache. Ma se si vanno a leggere le cifre dello scout si scopre che non c'è una grande disparità tra i fischi: 23 i falli sanzionati a Ducato e 26 a Porto San Giorgio, con la differenza che per Lucca sono stati spalmati su 8 giocatrici e per le marchigiane su 7, dal momento che Belà, Quondamatteo non hanno toccato il campo e Di Gregorio è rimasta sul parquet pochi secondi. In realtà Ducato ha dimostrato di essere più squadra, di avere una migliore organizzazione di gioco, di saper difendere molto di più. Soprattutto è sembrata una formazione più viva e reattiva, più determinata, padrona del proprio destino. Anche alla fine del terzo quarto, sul punteggio di 45 pari dopo il recupero delle marchigiane da 33-21, non si è avuto l'impressione che Porto San Giorgio potesse vincere questa partita, ma che la potesse solo buttare via Ducato. Così non è stato, anche se la mancanza di continuità che porta la squadra a smarrirsi nei momenti di difficoltà, può complicare le cose. Coach Mirco Diamanti, il giorno dopo garauno, resta comunque estremamente sereno: «Ero convinto prima della partita e lo sono dopo averla giocata - spiega il tecnico di Avenza - che in questo momento abbiamo le possibilità di passare il turno. Abbiamo due match ball a nostra disposizione e non è detto che dobbiamo per forza aspettare venerdì. Proveremo a imporci già domani sera, di certo non voglio vedere la squadra abulica sconfitta a Orvieto». Quella però fu una partita e una avversaria trovata in un momento particolare. «E' vero - dice Diamanti - le ragazze di Orvieto vivevano un momento di esaltazione, credo che se di guardavano allo specchio si sarebbero viste più alte e più grosse di quello che sono. Ci hanno dato filo da torcere. Sarà dura anche domani sera, ma stavolta mi aspetto un Ducato diverso».
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