La tragedia
Costumi e maschere per Halloween sequestrate dalla Guardia di finanza
Oltre 2000 articoli in un bazar cinese non conformi alle norme di sicurezza
LUCCA. I costumi da strega piuttosto che quelli da scheletro – acquistati da bambini e adolescenti nelle settimane antecedenti la festa di Halloween – oppure da supereroe dei cartoni animati a stelle e strisce o giapponesi – adatti per questo periodo di Lucca Comics – erano esposti in bella vista in un bazar della Piana gestito da commercianti cinesi. Peccato che tutti i costumi, ma anche maschere, candele, spade in plastica, accessori per decorazione, piatti, bicchieri e altri articoli da regali utilizzati nel mese di novembre erano privi di marchio CE, un contrassegno obbligatorio che il fabbricante appone su certi prodotti per dichiarare che essi rispettano tutti i requisiti di sicurezza, salute e tutela ambientale previsti dalle normative nazionali e dell'Unione Europea, oppure di istruzioni in lingua italiana o indicazione dei materiali. Perché l’assenza di queste informazioni fondamentali su materiali indossati da bambini, che vanno quindi a contatto con la pelle, può nascondere la presenza di materiali tossici o allergeni pericolosi specie per i più piccini.
La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 2000 articoli esposti sugli scaffali e pronti alla vendita che risultavano privi dei requisiti minimi di informazione a tutela dell’acquirente previsti dal Codice al consumo. É questo il risultato dei controlli messi in atto dai finanzieri del Comando Provinciale che hanno avviato una campagna tesa ad un capillare controllo dei prodotti a tema Halloween posti in vendita. I circa 2000 articoli sono stati sequestrati dai militari delle fiamme gialle del nucleo mobile del Gruppo di Lucca. La merce sottoposta a sequestro verrà successivamente distrutta mentre il titolare dell’attività commerciale è stato multato con una sanzione che arriva a un massimo di 25.823 euro mentre in materia di violazione in materia di sicurezza e commercializzazione dei prodotti il minimo edittale previsto è di 516 euro. Il commerciante cinese adesso potrà decidere di pagare la sanzione minima oppure presentare ricorso.
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