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Turismo e regole

Affitti brevi, il Comune di Lucca studia un tetto - Santini: «Vogliamo governare il fenomeno»

di Gianni Parrini
Turisti in centro a Lucca (foto d'archivio)
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Turisti in centro a Lucca (foto d'archivio)

Ipotesi di limiti nei palazzi del centro. Sul tavolo anche caro affitti, parcheggi e negozi

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LUCCA. Mettere un tetto agli affitti brevi dentro lo stesso edificio, impedendo che interi palazzi del centro vengano trasformati in strutture ricettive. È una delle ipotesi sulle quali il Comune sta lavorando per governare gli effetti della crescita turistica. «Ci stiamo ragionando – ha spiegato l’assessore Remo Santini –. Una delle ipotesi è dare un limite alla destinazione di un intero palazzo, per evitare che diventi tutto un palazzo di affitti brevi, fissando una percentuale che non possa essere superata». Il confronto è già partito con il dirigente dell’Urbanistica e con il sindaco, anche se sul tavolo ci sarebbero altre soluzioni. «È un tema sul quale spero possano esserci novità a breve. Vogliamo governare il fenomeno». Un modello che ricorda quello appena adottato a Napoli, dove il consiglio comunale ha fissato nel centro storico un tetto del 30% agli immobili destinabili ad attività ricettive, lasciandone almeno il 70% all’uso abitativo. Una scelta che ha però aperto uno scontro con il settore extralberghiero, che ha annunciato ricorso al Tar.

Per Santini Lucca non è ancora una città in overtourism, ma esistono «indicatori che ci consigliano di fare determinate scelte. C’è un processo da governare – ha aggiunto – e bisogna partire dai dati, non dalle sensazioni». Da qui il tentativo di tenere insieme turismo e residenza, anche intervenendo sul mercato della casa.

Sugli affitti lunghi l’assessore individua però anche un problema nazionale: «Se avessi una seconda casa, con questa legislazione probabilmente anch’io sceglierei gli affitti brevi perché oggi il proprietario ha poche garanzie in caso di morosità o occupazione dell’immobile». Il Comune, ha spiegato, sta facendo pressione insieme ad Anci affinché le norme cambino e rendano più conveniente tornare alle locazioni tradizionali. Sul caro affitti Santini riconosce comunque il problema e ha anticipato che la giunta sta ragionando anche su forme di edilizia rivolte alle giovani coppie: «Una serie di alloggi destinati a loro può essere una delle piccole soluzioni a questo grande problema».

Altro fronte è la trasformazione commerciale. «È chiaro – dice – che bisogna fare un discorso di preservazione delle botteghe storiche», ricordando che il Comune ha già istitutio l’albo degli esercizi storici e la De.Co., ipotizzando anche «un contributo a chi porta avanti questi negozi di tradizione». Resta poi il problema del carico e scarico merci. La riduzione degli orari, secondo l’assessore, non basta: «C’è ancora da fare tantissimo. I risultati che abbiamo ottenuto anticipando gli orari di accesso non sono soddisfacenti. In Fillungo e San Michele ci sono ancora troppi mezzi». Il Comune ha concesso maggiore flessibilità ai piccoli mezzi elettrici o a basso impatto, strada sulla quale alcune aziende della logistica hanno già investito.

A chiudere la presentazione di Raffaella Drammissino, nuova project manager della Dmc (Destination Management Company) della Piana. In pratica è la figura chiamata a lavorare sulla costruzione e commercializzazione di nuovi pacchetti turistici per Lucca e la Piana. «L’obiettivo è intervenire sull’offerta – ha spiegato –: meno visite standard concentrate tutte nelle stesse strade, più proposte capaci di portare i visitatori su nuovi itinerari che spaziano tra Montecarlo, Collodi e le colline lucchesi, puntando su soggiorni più lunghi e sulle famiglie». 
 

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