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Altopascio, ricorso al presidente Mattarella contro l’impianto da 32mila pannelli

di Pietro Barghigiani
Altopascio, ricorso al presidente Mattarella contro l’impianto da 32mila pannelli<br>

La giunta affida un incarico legale per dire no al progetto agrivoltaico

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ALTOPASCIO. È l’ultima speranza per evitare l’arrivo di un impianto che schiererà oltre 32mila pannelli solari.

La giunta si appella con un ricorso straordinario al presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro la delibera della Regione dell’aprile scorso con cui viene dato il via libera al progetto per la realizzazione di un impianto agrivoltaico «denominato RNE13 con potenza nominale pari a 19, 972 Mwp e le relative opere di connessione alla rete elettrica nazionale, sito nei comuni di Altopascio e Porcari».

A sostenere l’azione legale sarà l’avvocato Giuseppe Toscano di Pisa, esperto amministrativista.

Nel dettaglio gli ettari interessati sono 36 per 32mila 214 pannelli fotovoltaici. Quello che il Comune ha “strappato” alla società è un aumento della compensazione, passata dagli iniziali 50mila euro ai 280mila ottenuti come impegno dal privato.

L’operazione porta la firma della Rne 13 Srl di Milano, capitale sociale di 10mila euro, partecipata al cento per cento da Refeel New Energy Srl.

Solo 4mila 300 metri quadrati di superficie fanno parte dell’impianto tra pannelli e strade di accesso in un contesto che i proponenti rappresentano come un grande investimento agricolo con un piano di coltivazioni all’interno delle quali ci sarà la produzione di energia elettrica. A livello tecnico oltre ai pannelli solari sarà installata una linea elettrica di trasmissione dell’energia generata tra i campi dell’impianto agrivoltaico e le cabine di consegna (da realizzare a Porcari) lunga circa 4, 1 km, costituita da tre elettrodotti interrati in MT a 15 kV, che si svilupperà prevalentemente lungo viabilità esistente, tra sterrato e no, sia nel comune di Altopascio che nel comune di Porcari.

Sarà poi necessario allestire una linea elettrica di trasmissione dell’energia di collegamento tra le cabine di consegna e l’esistente cabina primaria di Porcari, in località Bernardini, costituita da tre elettrodotti interrati in MT a 15 kV.

«L’impianto si compone di 32. 214 moduli fotovoltaici bifacciali in silicio monocristallino, ad elevata efficienza, con vetri frontali temprati ad elevata trasparenza e dotati di rivestimento antiriflesso – si legge nella relazione tecnica -. La connessione avverrà mediante un cavidotto interrato di lunghezza pari a circa 4, 10 km, di media tensione pari a 15 kV che diparte dai sottocampi agrivoltaici fino alle tre cabine di consegna utente, di progetto nel comune di Porcari. Tramite un altro tratto di cavidotto, della lunghezza di circa 100 m, l’energia è conferita alla esistente cabina primaria “Porcari” di E-Distribuzione Spa». E ancora: «La componente fotovoltaica verrà integrata da un progetto agricolo che prevede che le aree in disponibilità siano condotte secondo un piano complesso che vede la coesistenza di seminativi asciutti in rotazione triennale, prati permanenti poliennali e aree agricole residuali gestite a wildflower».

Contro gli effetti della delibera regionale che dà il via libera all’arrivo di decine di migliaia di pannelli solari, il Comune si affida al Quirinale.

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