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Vagli, sparisce la frase sull’anticomunismo dalla statua dedicata a don Milani

di Luca Dini
Vagli, sparisce la frase sull’anticomunismo dalla statua dedicata a don Milani

La critica del prof Ichino sul Corriere della Sera accolta dal sindaco Puglia: "Togliamo la scritta, lo scopo prioritario dell’opera è rendere il giusto tributo alla memoria di don Milani"

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VAGLI DI SOTTO. Niente citazioni polemiche, sulla statua rimarranno soltanto il nome e il cognome. In vista dell’inaugurazione ufficiale fissata per venerdì 31 luglio alle 11, il sindaco di Vagli di Sotto, Mario Puglia, ha deciso di modificare la targa del monumento dedicato a don Lorenzo Milani. La frase incisa sul marmo, che conteneva una dura condanna del comunismo, verrà completamente rimossa per evitare che un’iniziativa celebrativa possa trasformarsi in motivo di scontro politico.

A riaprire il dibattito sulla figura del Priore di Barbiana è stato un intervento dell’avvocato e giuslavorista Pietro Ichino, pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera. Ichino ha espresso forte perplessità sulla scelta di accompagnare la scultura con una specifica citazione di Don Milani risalente al luglio 1966, nella quale il comunismo veniva definito “mediazione e organizzazione politica di ogni male”. 

La frase completa:  “Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”.


Secondo il giuslavorista, estrapolare quel passaggio rischiava di decontestualizzare il pensiero del sacerdote, appiattendone la complessa testimonianza spirituale ed educativa da sempre rivolta alla difesa degli ultimi. Dopo aver ricevuto una lettera dallo stesso Ichino e aver consultato anche Francolino Bondi, socio onorario del comitato per le celebrazioni di Don Milani, il primo cittadino Puglia ha stabilito di intervenire immediatamente. L’incarico di cancellare l’incisione è stato già affidato alla ditta Balducci Marmi, che sta ultimando la lavorazione sulla scultura in marmo di Vagli. «Non vogliamo in alcun modo che una singola frase possa creare divisioni o spaccature ideologiche – dichiara il sindaco – Lo scopo prioritario dell’opera è rendere il giusto tributo alla memoria di don Milani e, allo stesso tempo, offrire un nuovo elemento di attrazione culturale e turistica per il nostro territorio. Vagli si appresta a vivere una grande stagione estiva, tra il rilancio del Volo dell’Angelo e le nuove spiagge sul lago: questa scultura in marmo, unica in Italia, deve rappresentare un simbolo di unione e non un motivo di scontro. Vogliamo che tutti coloro che amano la figura di don Milani possano partecipare all’inaugurazione senza divisioni o recriminazioni».

La vicenda ha riportato a galla le differenti interpretazioni che da sempre accompagnano la figura del sacerdote.

Alla lettura di Ichino si contrappone infatti quella del professor Alessandro Mazzerelli, tra i promotori della frase iniziale e tra gli ultimi ad aver conosciuto personalmente don Milani. Mazzerelli sostiene che quella condanna del comunismo fu pronunciata direttamente dal Priore, definendolo un uomo del Vangelo del tutto estraneo alle logiche di partito e respingendo i tentativi di chi vorrebbe arruolarlo sotto specifiche insegne politiche. Con la rimozione della targa, la scultura tornerà tuttavia alla sua essenzialità, superando ogni contrapposizione. La statua, posizionata lungo la strada di collegamento a Vagli di Sotto nei pressi della nuova area spiaggia sul lago, sta suscitando grande curiosità tra i passanti e i visitatori giunti in questi giorni anche da fuori regione. Il monumento si inserisce a pieno titolo nel piano di promozione turistica promosso dal Comune, affiancandosi alle altre attrazioni del bacino idrico per offrire ai turisti un’esperienza ricca tra natura, arte e memoria storica. l


 

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