Lucca, i chirurghi in estate non si fermano, i pazienti sì: boom di interventi rinviati a settembre
Fino a pochi anni fa, nei mesi estivi l'attività chirurgica programmata veniva ridotta anche del 10-15%. Ora invece si lavora a pieno regime anche a luglio e agosto ma raddoppiano gli utenti che posticipano a dopo le vacanze
LUCCA. Non ci sono più le estati di una volta. Nemmeno nelle sale operatorie del San Luca. Se i chirurghi continuano a operare quasi a pieno ritmo anche a luglio e agosto, in questo periodo sono spesso i pazienti a chiedere di aspettare settembre. Le richieste di rinvio degli interventi programmati, complici vacanze già prenotate e timori di affrontare la riabilitazione con temperature equatoriali, sono raddoppiate nelle ultime settimane. È uno dei fenomeni che accompagna la trasformazione dell'attività chirurgica dell'ospedale lucchese: finita l'epoca delle sale operatorie quasi in ferie, oggi il lavoro prosegue praticamente senza soste per recuperare le liste d'attesa, con l'unica vera rimodulazione concentrata nella settimana di Ferragosto. Andiamo con ordine e facciamo parlare i numeri.
Più ore di sala
In questo mese di luglio 2026 sono previste 1.061 ore complessive di sala operatoria distribuite su 23 giorni lavorativi, pari a una media di 46 ore di attività al giorno. Nel 2019, ultimo anno pre-Covid utilizzato come riferimento per il monitoraggio dell’attività, le ore erano 1.022 (44 al giorno), mentre nel 2025 erano salite a 1.044 (45 al giorno). Tradotto in percentuale, significa un incremento del 4,84% rispetto al 2019 e del 2,51% rispetto allo scorso anno. Ad agosto si rallenta, ma soltanto per una settimana. L'attività non si ferma, ma viene rimodulata. «Le nostre 12 sale operatorie restano sostanzialmente tutte aperte durante il periodo estivo – spiega Francesco Puggelli, direttore sanitario del San Luca –. C'è una lieve riduzione dell'orario di apertura e una vera rimodulazione soltanto nella settimana di Ferragosto, quando vengono effettuate cinque sedute operatorie. Per il resto l'attività resta pressoché invariata».
Il diritto alle ferie
Il periodo feriale, ricorda il direttore sanitario, va dal 15 giugno al 15 settembre e rappresenta un diritto irrinunciabile per medici, infermieri e operatori sanitari. «Noi cerchiamo di tenere insieme tre fattori: garantire le ferie del personale, rispondere alla diversa disponibilità dei pazienti durante l'estate e continuare quotidianamente a lavorare per l'abbattimento delle liste d'attesa». Un equilibrio non facile da trovare, ma sembra ci si possa riuscire. Anche perché c’è un altro fattore di cui tener conto in questo periodo.
Boom di rinvii dei pazienti
Uno degli aspetti più curiosi emersi dal monitoraggio riguarda proprio il comportamento degli utenti. «Non è soltanto l'ospedale ad avere la necessità di organizzare le ferie – osserva Puggelli –. Molti pazienti preferiscono rinviare gli interventi programmati da mesi perché hanno organizzato le vacanze oppure perché, dopo un intervento ortopedico, dovrebbero affrontare la riabilitazione proprio nel periodo estivo». I numeri confermano il fenomeno. I rinvii richiesti direttamente dai pazienti sono passati dai 42 registrati nel febbraio 2026 agli 85 del mese di giugno, praticamente il doppio. Succede soprattutto per gli interventi non urgenti, come le protesi o le ernie. «C'è chi ci dice: "Ho le ferie già prenotate, preferisco operarmi a settembre", oppure chi convive con un'ernia da tempo e decide di aspettare ancora qualche mese pur di non rinunciare all'estate», spiega il direttore sanitario.
Produzione in crescita
Nonostante questa maggiore richiesta di rinvio da parte dei pazienti, il bilancio produttivo continua a migliorare. «Il primo semestre del 2026 si chiude con 102 interventi chirurgici ordinari in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e con altri 204 interventi in più tra chirurgia ambulatoriale semplice e complessa: complessivamente parliamo di 306 prestazioni aggiuntive», evidenzia Puggelli. Un risultato che testimonia come il mantenimento dell'attività estiva rappresenti ormai uno degli strumenti utilizzati dall'azienda per recuperare progressivamente le liste d'attesa accumulate negli anni più difficili. Sempre che i pazienti non siano in ferie.
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