"Sei sospettato di rapina, dammi i gioielli”. Ma è una truffa e l’anziano non ci casca
Finto carabiniere tenta di raggirare un pensionato di Lucca, il settantunenne però chiama i carabinieri veri e lo fa arrestare
LUCCA. Telefona a casa di un pensionato residente a Picciorana e si presenta come “maresciallo dei carabinieri” sostenendo che l’auto dell’anziano, un 71enne, risultava coinvolta in una rapina e lui era tra i sospettati. Ma si trattava di una truffa e l’uomo al telefono, un 21enne residente a Napoli, è finito in manette grazie all’intervento dei carabinieri della stazione di San Concordio e della sezione radiomobile della Compagnia di Lucca.
La telefonata-truffa arriva a casa dell’anziano nella mattina di martedì 7 luglio, intorno alle 10. Il sedicente maresciallo dei carabinieri comincia a parlare dell’auto, della rapina, dei rischi che stava correndo l’uomo, aggiungendo, a un certo punto, che in quanto sospettato del reato, per fare piena luce sulla vicenda avrebbe dovuto fare visionare tutti i gioielli e gli oggetti di valore che aveva in casa ad un suo collega che si sarebbe presentato presso la sua abitazione.
La conversazione va avanti per un’ora e l’anziano, mentre ancora era in linea col sedicente carabiniere al telefono “fisso”, con il cellulare riesce a contattare la Centrale Operativa dei Carabinieri di Lucca attraverso il numero d’emergenza 112. La cosa giusta da fare. I carabinieri inviano subito a casa dell’anziano un equipaggio della stazione di San Concordio e uno della radiomobile e il ventunenne – che nel frattempo era sotto l’abitazione e si era presentato come carabiniere, cercando di farsi consegnare il “bottino” – viene bloccato.
Il giovane era in possesso di due telefoni cellulari e oltre mille euro in contanti, ritenuti di provenienza “illecita” e posti sotto sequestro.
L’intervento dei carabinieri a Lucca e nella Piana solo negli ultimi due mesi ha consentito di arrestare ben nove persone per lo stesso identico reato.
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