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Lucca, truffa del finto finanziere: coppia condannata - I nomi 

di Pietro Barghigiani
Lucca, truffa del finto finanziere: coppia condannata - I nomi 

Avevano tentato di farsi consegnare i gioielli da una 71enne

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PESCAGLIA. Due condanne per una tentata truffa ai danni di una pensionata che, di recente, per la seconda volta è stata trasformata nel bersaglio di chi punta a sfruttare la vulnerabilità di chi vive da solo per portargli via soldi e gioielli. La sfortuna per chi ha provato nel giro di poche settimane a raggirare la donna è che la figlia è un maresciallo dei carabinieri.

Per l’episodio di maggio, concluso con l’arresto in flagranza, il giudice Nidia Genovese ieri mattina ha condannato a un anno e 6 mesi, senza condizionale, Luigi Morosini, 30 anni, mentre per la compagna, Anna Maria De Martino, 28 anni, la sentenza è stata di 12 mesi con la sospensione della pena. La coppia, residente in provincia di Avellino, era finita in manette a metà maggio per una tentata truffa ai danni di una 71enne, residente nel comune di Pescaglia, abile nell’avvertire la figlia, sottufficiale dei carabinieri, del raggiro di cui era vittima. La pensionata aveva ricevuto la telefonata di un sedicente maresciallo della Guardia di finanza che l’avvertiva di una rapina compiuta da quattro romeni con la Fiat Punto e lei intestata.

Messa in ansia con il sospetto che potesse essere complice dei banditi, la signora era stata tenuta al telefono dai presunti finanzieri. Nel frattempo, in zona si erano portati Morosini e De Martino, lei nel ruolo di palo. Secondo l’accusa il 30enne aveva il compito di presentarsi in casa della donna e, qualificandosi come appuntato della Guardia di finanza, avrebbe dovuto ritirare una dichiarazione scritta con la quale la pensionata dichiarava di non essere a conoscenza della rapina e di aver perso i documenti. Non solo. Le era stata anche chiesta l’entità dei preziosi custoditi in casa che avrebbero dovuto essere consegnati all’appuntato per una verifica sull’origine e che poi le sarebbero stato restituiti. Per oltre un’ora, il bersaglio della truffa era stato tenuto impegnato al telefono come tecnica per indurre alla confusione la vittima del raggiro e al tempo stesso non darle la possibilità di ragionare e chiedere aiuto. Dopo averli raccolti, i gioielli di una vita stavano per passare di mano. Un bottino di valore composto da dieci paia di orecchini, due collier, un orologio in oro, una cavigliera d’oro, dieci anelli e quattro spille. Nel pomeriggio Morosini era entrato nel giardino della residenza della pensionata, dopo che il complice non identificato al telefono si era fatto indicare l’indirizzo. La compagna era in attesa nell’auto presa a noleggio.

La coppia non aveva calcolato il guizzo del dubbio da parte della 71enne che aveva chiamato la figlia informandola di quello che le stava capitando. Truffa bloccata e manette alla coppia. l
 

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