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Minori violenti

Lucca, accoltellato per cinque euro: inchiesta chiusa con due indagati

di Pietro Barghigiani
Lucca, accoltellato per cinque euro: inchiesta chiusa con due indagati<br>

Le accuse  a un 17enne e a un 18enne sono di lesioni gravi e rapina aggravata

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LUCCA. Chiusa l’inchiesta sull’aggressione al presidente dell’Aido, Vinicio Fruzzetti. Con una novità che deriva dalla scrematura delle posizioni fatta nel corso degli accertamenti dagli inquirenti.

Dei tre denunciati iniziali dalla polizia, la Procura del Tribunale per i Minorenni ha escluso ogni responsabilità per la 16enne lucchese che era con i due amici la sciagurata sera del 15 aprile 2025 al momento dell’assalto finito nel sangue in via del Battistero.

La ragazza è uscita dal procedimento che resta, invece, aperto per il neo maggiorenne albanese, residente nella Piana, e il 17enne di origini sudamericane, che vive con i genitori a Lucca, accusato di essere l’autore materiale dei fendenti sferrati al grido “ora t’ammazzo” che raggiunsero il 79enne mentre stava rientrando a casa dopo aver portato in giro il cane.

Furono almeno i tre colpi che Fruzzetti non riuscì a schivare del tutto durante l’attacco del 17enne spalleggiato dall’amico che non avrebbe colpito il pensionato, ma neanche provato a fermare l’autore dell’aggressione.

Fruzzetti cercò di difendersi con l’ombrello e il gesto d’istinto gli consentì di evitare che la lama lo colpisse in punti vitali, ma si conficcò in una spalla. Ricoverato e operato, ebbe 41 giorni di prognosi.

I reati contestati, in concorso, sono quelli di lesioni personali gravi e rapina aggravata, oltre a porto di coltello fuori dalla propria abitazione senza un giustificato motivo. Il prossimo passaggio sarà la richiesta di rinvio a giudizio.

Ferito e sanguinante, Fruzzetti venne rapinato del borsello. Mentre era terra continuarono ad aggredirlo per prendergli il bottino. Chissà cosa pensavano di trovare: dentro c’erano cinque euro.

Dopo l’assalto, secondo tempo di un film di violenza giovanile spinta dopo l’accoltellamento di pochi mesi prima Massa Pisana ai danni di un dirigente d’azienda che aveva sgridato due ragazzi che stavano danneggiando una staccionata, i tre vennero rintracciati in breve tempo.

L’allora 17enne albanese si presentò in caserma dai carabinieri in Cortile degli Svizzeri e ammise quello che era successo.

«Non doveva finire così» disse mostrandosi pentito ai militari che passarono il caso alla polizia che era intervenuta sul posto fin dalle prime battute.

Il trio aveva trascorso la serata tra eccessi e alcol. Con i coltelli in tasca. L’amica era con loro, ma non avrebbe partecipato all’aggressione con rapina.

Si era trovata in una situazione non voluta, almeno nella degenerazione del ferimento con il coltello.

L’albanese chiese pubblicamente scusa a Fruzzetti. Il sudamericano avrebbe continuato a sfidare la sorte rendendosi protagonista di altri episodi da codice penale. Nel dicembre scorso venne arrestato dalla polizia per rapina impropria. Scoperto, con prodotti non pagati, nell’area casse all’Esselunga di San Concordio, aveva minacciato di morte la cassiera che lo aveva invitato a saldare il contol




 

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