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Lucca, i numeri della scuola nel 2026/27: ecco le cattedre vacanti

Gianni Parrini
Lucca, i numeri della scuola nel 2026/27: ecco le cattedre vacanti<br>

In provincia 157 posti disponibili negli istituti superiori. Materie scientifiche e tecnologiche le più difficili da coprire

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LUCCA. Quasi 300 cattedre disponibili prima ancora dell’inizio dell’estate, con le scuole superiori che da sole concentrano più della metà dei posti vacanti della provincia. E senza considerare il sostegno, che anche quest’anno dovrà reggersi sul lavoro di centinaia di precari (ce ne occuperemo). Andiamo con ordine.

È questa la fotografia della scuola lucchese per il prossimo anno scolastico che emerge dagli organici di diritto pubblicati dall’Ufficio scolastico provinciale nei giorni scorsi. Il quadro mostra una situazione leggermente migliore rispetto agli anni passati sul fronte del numero medio di alunni per classe, ma conferma anche problemi ormai strutturali: difficoltà nel reperire insegnanti soprattutto nelle materie scientifiche e tecniche, crescita delle pluriclassi non solo nei territori periferici e un sistema del sostegno che non trova stabilità.

Organico

La dotazione organica assegnata alla provincia prevede complessivamente 4.121 posti comuni, oltre a 26 posti di educazione motoria alla primaria. A questi si aggiungono 308 posti di potenziamento distribuiti tra i vari ordini e gradi di scuola. Gli organici di diritto rappresentano il quadro ufficiale delle cattedre autorizzate sulla base del numero degli iscritti. Le disponibilità sono invece i posti che risultano vacanti e che nei prossimi mesi verranno coperti attraverso mobilità, immissioni in ruolo, concorsi e supplenze annuali. I dati pubblicati in questi giorni sono ancora “lordi”, perché non tengono conto degli accantonamenti previsti per le procedure concorsuali e per il Pnrr: in pratica alcune cattedre risultano libere ma sono già destinate a future assunzioni. Dopo gli organici di diritto arriveranno quelli di fatto, tra luglio e agosto, quando l’Ufficio scolastico autorizzerà eventuali ulteriori posti per sdoppiamenti, sostegno in deroga e nuove esigenze organizzative. Sarà allora che scatterà la grande partita delle supplenze annuali.

Le disponibilità

Considerando i soli posti comuni, le disponibilità provinciali sono 277. Alla scuola dell’infanzia risultano 23 posti vacanti. Le situazioni più pesanti riguardano Porcari-Montecarlo-Villa Basilica con 4 disponibilità, Borgo a Mozzano-Bagni di Lucca e Martiri di Sant’Anna-Enrico Pea di Seravezza con 2 posti scoperti ciascuna. Alla primaria le disponibilità salgono a 39. I numeri più alti si registrano alla Gasparini Musicista di Camaiore e all’Arancio “G.L. Radice” di Lucca con 6 posti, seguite da Altopascio “G. Pascoli” con 5. Alle medie i posti vacanti diventano 58, sommando cattedre interne ed esterne ed escludendo il sostegno. Le situazioni più delicate emergono alla Franca Papi di Viareggio con 9 disponibilità, alla Rosso di San Secondo di Camaiore con 6 e all’Ungaretti di Altopascio con 5.

Ma è alle superiori che il problema esplode davvero: 157 disponibilità, praticamente il triplo delle medie e oltre metà di tutte le cattedre comuni vacanti della provincia.

Materie scientifiche

Complessivamente gli istituti superiori della provincia avranno 1.822 cattedre, di cui 157 disponibili. La scuola con più posti scoperti è ancora una volta l’Isi Garfagnana con 22 disponibilità, seguita dal Polo Fermi-Giorgi con 21 e dall’Iis Machiavelli con 20. Situazioni molto pesanti anche al Piaggia-Don Lazzeri-Stagi con 15 posti vacanti e al liceo Vallisneri con 13. A preoccupare non è soltanto il numero delle cattedre vuote ma anche la difficoltà crescente nel reperire docenti specializzati nelle materie scientifiche e tecnologiche. Le carenze più forti riguardano infatti matematica e fisica, scienze naturali, discipline tecnologiche, elettronica e informatica. Restano numerose anche le disponibilità nelle materie letterarie, soprattutto nei tecnici e nei professionali. Il problema non riguarda solo i posti vacanti ma anche la struttura delle cattedre. Una quota crescente dell’organico è infatti composta da “ore residue”, cioè spezzoni che devono essere aggregati tra scuole diverse per formare una cattedra completa. In pratica sempre più insegnanti sono costretti a lavorare su più istituti, spesso anche in comuni differenti.

Pollai e pluriclassi

Il quadro generale delle classi appare leggermente migliore rispetto allo scorso anno, soprattutto nei primi ordini di scuola, grazie al calo demografico che continua a ridurre il numero degli iscritti. Questo però non significa che spariranno le cosiddette “classi pollaio”. Anche nel prossimo anno scolastico resteranno gruppi molto numerosi, soprattutto nei comprensivi urbani e costieri e negli istituti superiori più richiesti. Accanto a questo fenomeno continua poi quello delle pluriclassi.

Lo scorso anno in provincia se ne contavano già 41, quasi tutte alle elementari tranne il caso delle medie di Gramolazzo. E il loro numero è destinato a crescere, perché alle pluriclassi già esistenti se ne aggiungeranno altre, soprattutto nei piccoli plessi montani della Garfagnana e della Valle del Serchio. Dai prospetti pubblicati dall’Ufficio scolastico non è però ancora possibile ricostruire con precisione né il numero definitivo né la localizzazione esatta delle future classi sovraffollate e delle pluriclassi autorizzate. l

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