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Questura di Lucca, Russo il poliziotto della gente lascia il servizio

di Luca Tronchetti

	A sinistra il dottor Virgilio Russo con il questore Edgardo Giobbi
A sinistra il dottor Virgilio Russo con il questore Edgardo Giobbi

«Questa divisa mi ha fatto diventare l’uomo che sono adesso»

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LUCCA- Quel suo inimitabile sorriso unito alla innata bonomia e alla capacità di fare squadra, di non sentirsi mai sul piedistallo, di essere il primo ad arrivare di buon mattino e l’ultimo ad andare via al calar delle tenebre, ne hanno fatto un’icona della questura di Lucca. Perché per Virgilio Russo, 60 anni, dirigente della polizia e responsabile dell’anticrimine negli uffici di via Cavour, da sempre prima viene l’uomo e poi il poliziotto al servizio del cittadino. E non è un caso se ieri a mezzogiorno c’erano tutti per il suo collocamento a riposo. É stato capace, attraverso l'esempio e la professionalità, di coinvolgere i suoi uomini nelle indagini più complesse e delicate usando come arma, non la pistola d’ordinanza, ma l’onestà intellettuale che tutti, cronisti compresi (è stato il miglior addetto stampa della questura), gli hanno sempre riconosciuto. E nel momento dei saluti non poteva mancare all’appuntamento il questore Edgardo Giobbi che sa bene di aver perso un prezioso funzionario capace di lasciare un segno indelebile nella comunità. Russo era arrivato in punta di piedi, come nel suo stile sobrio e misurato, nel 2003. Aveva iniziato come piantone in Prefettura. Poi con lo studio, il sacrificio, l’impegno e la forza di volontà, il “Garrone” della questura ha costruito la sua carriera: dalla Polfer a Pisa all'ufficio immigrazione a Lucca, dalla divisione amministrativa sino all'incarico di capo di gabinetto del questore e poi il prestigioso ruolo di capo della Mobile, fiore all'occhiello della polizia. Dopo 13 anni aveva lasciato Lucca per andare a dirigere nel 2015 prima la squadra Mobile di Ancona, poi quella di Perugia (ha guidato le indagini per la cattura di Pippo De Cristofaro, omicida condannato all’ergastolano evaso e rintracciato in Portogallo) e infine, sino a fine 2023, la divisione anticrimine a Pisa. Di fronte all’affetto sincero dei colleghi-amici (che gli hanno donato due targhe ricordo e un orologio) il ‘Gigante buono’ è riuscito a vincere la commozione attraverso colte citazioni che hanno spaziato dalla canzone napoletana Reginella (“distrattamente pienze a me!”) o a un passo della conversione di San Paolo sulla via di Damasco. Oltre 30 anni di carriera suggellati da un abbraccio e da un brindisi accanto alla sua famiglia: la moglie Maria Vittoria e i figli Lorenzo e Leonardo. La redazione de Il Tirreno lo ringrazia per essere stato, non solo un ottimo e preparatissimo poliziotto, ma soprattutto una gran brava persona, disponibile e leale. Buona vita Virgilio. l

Luca Tronchetti


 

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