La guerra
Ladri al cimitero di S. Margherita: rubati nella notte 23 vasi in rame
La scoperta fatta da un ex commissario di polizia: «Mancano le telecamere»
SANTA MARGHERITA. É entrato nel cimitero ieri mattina alle 11 per annaffiare i fiori sulla tomba dei suoceri e si è subito accorto che c’era qualcosa di strano nel camposanto di Santa Margherita. Nella notte tra il 16 e il 17 aprile era entrata in azione la banda del rame e 23 tombe erano state profanate dai ladri che avevano tagliato alla base i vasi in rame dove vengono sistemati i fiori freschi o finti dai familiari dei loro cari estinti. «Ho notato che c’erano dei fiori a terra e il vaso posto sulla lapide del defunto che li conteneva era stato tagliato o divelto alla base» racconta Nicola Musco, commissario di polizia in pensione che ha lavorato a lungo alla pg della procura della pretura con l’allora procuratore Niccolò Rovella e con i vari magistrati (Asaro, Ferro, Origlio, Manzione) che si sono succeduti dagli anni Ottanta sino al 2001. «A quel punto – prosegue l’ex poliziotto nominato anche cavaliere nel 2013 dall’allora Prefetto, Francesco Paolo Tronca – ho effettuato una rapida ispezione in tutto il luogo di culto e ho contato 23 urne danneggiate dai ladri di ‘oro rosso’ scattando altrettante fotografie con il cellulare. Ma potrebbero essere anche di più». E non si tratta di un caso isolato. Nel 2021, per esempio, ladri maldestri entrando nel cimitero di S. Margherita non si limitarono al furto di vasi, fiori e piante, ma scaraventarono a terra la scala dei colombari danneggiandola.
La telecamera assente
All’ingresso del camposanto si trova un cartello con su scritto “area videosorvegliata”. Ma l’ex ispettore di polizia giudiziaria, che dopo essere stato collocato a riposo ha imparato a suonare i sassofono e si esibisce con la banda di Porcari e di Marlia, nutre dubbi che sia stata installata qualche telecamera: «Non vorrei che si trattasse di uno specchietto per le allodole. Ho osservato attentamente la zona d’ingresso e altre parti del cimitero, ma non ho visto nulla. Spero di essermi sbagliato e che qualche apparecchio di ripresa sia stato installato e sia funzionante. Anche perché vicino alla porta d’ingresso c’erano dei fiori secchi tolti da un vaso che i ladri hanno solo parzialmente divelto. Probabilmente sono stati disturbati da qualcuno che stava passando nella zona e sono fuggiti lasciando l’opera a metà. E se fossero stati ripresi il contributo alle indagini delle forze di polizia sarebbe decisamente rilevante».
Parcheggio-discarica
Nicola Musco – che oggi cura anche l’oratorio di Santa Margherita occupandosi del consiglio economico pastorale sacrestano – denuncia anche l’uso selvaggio dei bidoni sistemati fuori dal cimitero e che teoricamente dovrebbero essere utilizzati per l’umido (corone, fiori, sfalci e piante): «In realtà ci finisce di tutto: pneumatici di auto, pezzi di armadi e cassetti, water closed, lattine, bottiglie di plastiche, calcinacci e rifiuti di ogni tipo. Una discarica a cielo aperto. Altro che raccolta differenziata. Più di una volta abbiamo segnalato il comportamento incivile di alcune persone con l’Ascit che interviene per ripristinare lo stato dei luoghi. Per un poco la situazione si normalizza. Poi i bidoni tornano a riempirsi di qualunque cosa». l
