Piana di Lucca, lettere di esproprio di Anas per realizzare l’asse nord-sud
Le comunicazioni stanno arrivando ai proprietari dei terreni o loro eredi. La protesta del comitato Altrestrade
LUCCA. È l’avviso che precede l’arrivo delle ruspe. Lo stanno ricevendo i proprietari dei terreni che rientrano nel progetto dell’asse nord-sud. Il mittente è Anas, i destinatari coloro che dalle carte catastali risultano avere diritti di proprietà o di usufrutto sui campi che dovranno essere espropriati od occupati per il tempo necessario a gestire i cantieri.
Per dare l’idea del grado di aggiornamento dei documenti, figurano negli elenchi persone nate nel 1897 o nel 1911. Casi estremi di situazioni in cui non ci sono state successioni nelle eredità. E, infatti, vengono cercati gli eredi.
L’oggetto della comunicazione chiarire il motivo dell’occupazione dell’area: “Viabilità Est di Lucca comprendente i collegamenti tra Ponte a Moriano ed i caselli dell’autostrada A11 del Frizzone e di Lucca Est- Comunicazione ai proprietari di avvenuta approvazione del progetto e dichiarazione di Pubblica Utilità ai sensi dell’art. 17 del DPR 327/2001”.
Il dirigente Anas fa sapere ai proprietari che il 4 dicembre 2025 «è stato approvato, con efficacia immediata, il progetto dei lavori in oggetto con contestuale dichiarazione della pubblica utilità dell’opera per la realizzazione dei quali occorre espropriare porzione e/o totale degli immobili catastalmente intestati a codesta ditta». Dicitura burocratica per intendere chi si vedrà occupato il proprio terreno, che sia un privato cittadino o una società.
«Si fa, altresì, presente che è facoltà della ditta proprietaria prendere visione della relativa documentazione presso Area Nuove Opere di Anas Spa Struttura Territoriale Toscana, in Viale dei Mille a Firenze – ancora la comunicazione –. È consentito fornire, entro il termine di 30 giorni dalla presente comunicazione, ogni utile elemento per determinare il valore da attribuire all’area ai fini della liquidazione della indennità di esproprio».
Se Anas procede con la sua agenda di lavori sul fronte tecnico, in parallelo il versante politico-giudiziario è ancora appeso al ricorso al Tar presentato dal Comune di Capannori contro il progetto che si ferma con la sua nuova strada ad Antraccoli.
Quando il sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro si è reso conto del tracciato è saltato sulla sedia denunciando il rischio di veder riversare sul suo territorio un traffico in “libera uscita”. Un’eventualità che, a suo dire, non si verificherebbe se l’asse nord-sud arrivasse fino al casello del Frizzone, «perché la Ponte a Moriano-Antraccoli non serve a nulla e a nessuno, crea solo grande traffico nella Piana» è stata la chiosa di Del Chiaro al ricorso ai giudici amministrativi.
Il comitato Altrestrade in una nota esprime sconcerto e forte preoccupazione per la notizia anticipata dal Tirreno. “Riteniamo questo atto l’ennesima dimostrazione di una grave mancanza di buon senso e di prudenza: Anas sta infatti procedendo come se nulla fosse, nonostante siano pendenti, non uno ma ben due ricorsi – quello promosso dal nostro Comitato e quello del Comune di Capannori – che potrebbero incidere in modo decisivo sul futuro dell’opera. Si tratta di una forzatura inaccettabile. Avviare procedure di esproprio mentre è ancora in discussione la legittimità e la realizzabilità stessa del tracciato significa ignorare non solo il confronto istituzionale, ma anche il principio di cautela che dovrebbe guidare ogni intervento pubblico. Non è la prima volta che assistiamo a comportamenti di questo tipo. Negli anni ‘90 Salt, pur a fronte di una causa ormai persa, decise comunque di avviare i lavori, rendendo necessario un giudizio di ottemperanza per ristabilire il rispetto delle decisioni del TAR. Un precedente grave, che evidentemente non è servito da lezione. Ancora più inaccettabile è tutto ciò nel contesto attuale: non siamo negli anni del boom economico, ma in una fase in cui ogni euro di denaro pubblico dovrebbe essere speso con attenzione, responsabilità e trasparenza. Avviare oggi procedure di esproprio su un’opera il cui destino è tutt’altro che certo significa esporsi consapevolmente al rischio di uno spreco di risorse pubbliche e di un danno ingiustificato ai cittadini, oltre a generare incertezza e disagio tra colore che sono coinvolti. Il Comitato Altrestrade di Lucca ribadisce con fermezza che, qualora Anas decidesse di proseguire su questa strada ignorando i ricorsi pendenti, verranno valutate tutte le ulteriori azioni legali necessarie per bloccare l’opera e tutelare i diritti dei cittadini e del territorio. Invitiamo infine tutti i destinatari delle lettere inviate da Anas a trasmetterne copia al Comitato tramite email, così da consentire una valutazione puntuale degli atti ricevuti e l’eventuale impugnazione”.
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