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Lucca, sanzione annullata per i rifiuti abbandonati: ecco perché

di Pietro Barghigiani
Lucca, sanzione annullata per i rifiuti abbandonati: ecco perché

Nel sacco lo scontrino con i punti fedeltà. La svolta: la tessera era stata prestata a un’amica

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LUCCA. Aveva prestato la tessera fedeltà a un’amica per fare acquisti al supermercato, salvo poi ritrovarsi con una verbale di 628 euro per abbandono di rifiuti. Una beffa a cui il Tribunale ha rimediato accogliendo il ricorso della donna contro la sanzione elevata dalla Provincia.

La storia risale alla fine del gennaio 2024. Gli agenti trovano, abbandonato in un parcheggio in via di Tiglio, un sacco nero. All’interno ci sono rifiuti non differenziati tra cui elementi utili alla individuazione di chi avrebbe potuto essere l’autore del gesto di scarso senso civico. Aprono il sacco e trovano lo scontrino degli acquisti fatti alla Coop. La tessera fedeltà per accumulare punti è intestata a una cittadina lucchese. L’equazione scontrino uguale responsabile dell’abbandono porta la Provincia a inviare un verbale alla donna. Sorpresa e anche un po’ arrabbiata per essere stata indicata come una persona incivile, la cittadina impugna la multa. E sostiene «di non aver abbandonato la busta di rifiuti dal momento che lo scontrino emesso dalla Coop di San Filippo a seguito del passaggio della tessera punti a lei intestata. Riguardava la spesa fatta da una sua collega, alla quale aveva prestato tale carta punti, e che il pagamento a mezzo bancomat non era stato effettuato né da lei né dal marito, producendo estratti conto delle carte bancomat».

Il giudice Giacomo Lucente, letti gli atti delle parti con la Provincia che insisteva per l’ingiunzione, ha disposto un accertamento chiarificatore. L’acquisizione di informazioni sul nominativo del titolare della carta di credito usata per l’acquisto alla Coop, di cui allo scontrino presso Mastercard. Nexi Payments Spa ha fornito gli estremi di chi aveva pagato la spesa. E non era la signora multata. «Quanto emerso dall’istruttoria conferma la tesi di parte opponente e, cioè, di aver prestato, nel periodo oggetto di contestazione, la tessera punti indicata nello scontrino Coop alla collega risultata intestataria della carta utilizzata per il pagamento – scrive il giudice – . Non essendo lo scontrino rinvenuto nel sacchetto di rifiuti abbandonato riconducibile alla signora risulta dimostrata la sua estraneità rispetto ai fatti contestatile».l

P.B.

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