Altopascio, trovato morto a bordo strada. Dopo oltre un anno la verità: è stato omicidio stradale
Il caso ad Altopascio (Lucca) nel novembre del 2024. Da allora i carabinieri hanno lavorato incrociando migliaia e migliaia di dati per arrivare a individuare il presunto responsabile
ALTOPASCIO. Si sono concluse dopo oltre un anno le indagini dei carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Lucca per individuare il conducente dell’autovettura che, la sera del 15 novembre 2024, nella via dei Centoni di Altopascio, aveva travolto ed ucciso un 70enne del luogo che stava facendo una passeggiata nei pressi della sua abitazione.
L’uomo, che è un cittadino albanese, 53enne, è stato denunciato per i reati di omicidio stradale e fuga del conducente in caso di omicidio.
Nella notte del 16 novembre 2024, poco prima delle 2, i carabinieri della stazione di Altopascio erano intervenuti nella via dei Centoni a Badia Pozzeveri dopo la segnalazione di un passante relativa alla presenza di un uomo esanime nella cunetta a bordo strada. I sanitari del 118 non avevano potuto far altro che constatarne la morte. Ai carabinieri il compito di effettuare i primi rilievi e provare a venire a capo di quello che, fin dall’inizio, era apparso come un vero e proprio rompicapo. Nessun documento per identificare il cadavere, nessun testimone, nessun segno di frenata sull’asfalto, solo qualche frammento di plastica a bordo strada a qualche metro dal corpo rinvenuto, circostanza che unitamente alle evidenti lesioni sul corpo della povera vittima, aveva lasciato intendere che potesse trattarsi di un investimento.
Ed è proprio da questi ultimi indizi che i carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Lucca sono partiti, avviando una complessa indagine che è durata oltre un anno, nel corso della quale gli investigatori, coordinati dalla procura della Repubblica, prima hanno individuato il modello del veicolo e successivamente hanno analizzato un’enorme volume di dati telefonici e telematici, incrociandoli con i dati estrapolati dall’archivio della motorizzazione civile e con i filmati estrapolati dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza comunale e dei privati. Ulteriori riscontri poi, sono emersi dalle testimonianze acquisite, dai tracciati gps delle vetture sottoposte ad accertamenti e dall’analisi forense dei dispositivi sequestrati all’indagato e ad alcuni familiari, tutti elementi che univocamente hanno condotto la responsabilità dell’incidente nei confronti del 53enne, che in sede d’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.
