Lucca, in piazza la protesta dei tassisti: «Assessora, veniamo a cena da te»
Sciopero e presidio contro l’aumento del numero di licenze
LUCCA. Una legione di taxi bianchi ha riempito Piazza Napoleone. Sul cruscotto di molte auto un foglio con una scritta provocatoria: “Gentile Assessora, durante l’inverno 40 tassisti (con relative famiglie) verranno a cena a casa sua o andranno in via degli Angeli? ”
La protesta nasce dalla decisione del Comune di aumentare le licenze taxi del 33% in un colpo solo. Una scelta che la categoria giudica sproporzionata e maturata senza un reale confronto. «Sono stati spesi 21mila euro per uno studio puramente teorico – racconta Francesco Mugnaini, rappresentante della categoria in città – dal quale è emerso che un aumento era necessario sulla base dei flussi turistici. Ma non è stata fatta nemmeno una chiamata a un taxi per verificare concretamente i tempi di attesa. Inoltre, non si è tenuto conto che molti di noi hanno sostituti o dipendenti che garantiscono la continuità del servizio». Le osservazioni dei tassisti sono state trasmesse anche all’Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti. «L’Autorità ha risposto che un incremento può essere giustificato, ma gradualmente, con un monitoraggio entro dicembre 2026 e comunque a carattere stagionale. Perché è evidente che Lucca vive picchi legati al turismo».
Di fronte alla decisione dell’amministrazione, i tassisti hanno avanzato una proposta alternativa: un aumento graduale di cinque nuove licenze, così suddivise: una vincolata al turno notturno, una destinata al servizio per persone con disabilità gravi (Pmr), due stagionali e una fissa. Il tutto accompagnato da un monitoraggio tecnico-scientifico del servizio. Accanto a questo, la proposta di introdurre veicoli obbligatoriamente full electric.
Secondo la categoria, immettere dieci nuove auto senza vincoli ambientali significherebbe aumentare il traffico dentro le mura senza una reale strategia. «Il 22 gennaio ci era stato dato un via libera a questa ipotesi. Il 2 febbraio, però, l’accordo è saltato. Dopo l’uscita della notizia sui giornali, Federalberghi è intervenuta pubblicamente e l’assessore Granucci ha fatto marcia indietro» sostiene Mugnaini.
Alla manifestazione erano presenti anche membri dell’opposizione, rappresentanti sindacali, Cna e Confartigianato. In segno di solidarietà sono arrivati anche alcuni tassisti da Pisa, dove recentemente è stato pubblicato un bando per 16 nuove licenze su 80 esistenti, pari al 20%. Il riferimento normativo è il cosiddetto Decreto Asset (2023), che consente ai Comuni di aumentare le licenze fino al 20% con una procedura semplificata. Diverso l’impianto del Decreto Bersani (2006), che prevede istruttoria tecnica, monitoraggio della domanda e consultazione delle categorie prima di qualsiasi incremento, senza però fissare un tetto numerico preciso. I tassisti lucchesi sostengono di non essere stati adeguatamente coinvolti nel percorso decisionale. «D’inverno ci troviamo ad aspettare anche più di due ore senza corse».
Altro nodo è quello del servizio per persone con disabilità. Per legge i mezzi dovrebbero essere due, mentre attualmente ne opera uno soltanto. «Avevamo proposto di aggiungerne un altro, ma organizzando i turni in modo complementare, così da garantire copertura per tutta la giornata. Anche su questo il Comune non ha voluto intervenire».
Resta infine l’incertezza sul bando. «C’è confusione: sui giornali era dato per pronto, in Consiglio comunale è stato detto che non lo era ancora. Dal prefetto l’altro giorno hanno assicurato che lo sarà. Noi non sappiamo più cosa pensare». l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
