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Bagni di Lucca, nessuna responsabilità per la morte dell'imprenditore Riani

Bagni di Lucca, nessuna responsabilità per la morte dell'imprenditore Riani

Definitiva l’archiviazione per i cinque medici indagati

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BAGNI DI LUCCA. Nessuna responsabilità medica è stata accertata come causa della morte dell’imprenditore Giovanni Riani, deceduto il 19 settembre 2021 all’ospedale di Cisanello a quattro giorni da un intervento chirurgico di routine effettuato in una struttura privata.

Il 75enne era stato operato il 15 settembre per un’ernia inguinale in una clinica lucchese.

Si era sentito male e il giorno stesso era andato al pronto soccorso del San Luca con un ingresso in codice giallo. Il 16 settembre altro ricovero, ma a Cisanello dove era deceduto al terzo giorno di degenza.

I familiari aveva impugnato l’archiviazione firmata dal gip Nunzia Castellano sulle posizioni dei cinque medici indagati per omicidio colposo.

Ma il reclamo presentato dall’avvocato Carlo Bonzano per conto della famiglia di Riani è stato rigettato dal giudice Giulio Cesare Cipolletta che ha ritenuto di «non poter condividere l’assunto delle persone offese in relazione alla necessità di acquisire ulteriori elementi di valutazione, posto che la precisa disamina degli alti svolta dal Gip appare fondata in quanto le sue conclusioni costituiscono il frutto di indagini condotte alla stregua dei corretti criteri tecnici ed esenti da censure sul piano logico e giuridico».

Nessuna negligenza, quindi, per il Tribunale nei trattamenti sanitari cui venne sottoposto l’imprenditore al pronto soccorso di Lucca, a quello di Cisanello e in reparto prima del decesso avvenuto.

Il rigetto del reclamo conferma l’archiviazione dei cinque medici residenti tra Lucca, Viareggio, Pisa, Capannori e San Giuliano Terme.

Nel confermare il provvedimento del Gip, il giudice Cipolletta scrive che «le attività di indagine svolte anche a seguito delle indicazioni formulate dalle stesse persone offese appaiono complete e correttamente indirizzate verso la non attribuibilità di responsabilità colpose agli indagati». Indagine archiviata per i medici difesi dagli avvocati Filippo Tacchi, Luca Picchi, Tiziana Mannocci, Marco Meoli e Maria Fernanda Ventural

P. B.

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