Il Tirreno

Lucca

L'inchiesta

Lucca, nuove indagini sulla morte di Jeremy Bianchi

di Pietro Barghigiani

	Jeremy Bianchi e la moto del 20enne dopo l'urto con la Panda
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Jeremy Bianchi e la moto del 20enne dopo l'urto con la Panda

Il gip respinge la richiesta di archiviazione e dispone altri accertamenti sulla dinamica dell’incidente stradale

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LUCCA. Non finisce in archivio il fascicolo dell’inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella morte di Jeremy Bianchi, il 20enne vittima di un incidente stradale il 18 febbraio 2023 a Sorbano del Giudice. Il giovane era in moto quando si scontrò con un’auto nei pressi delle arcate dell’acquedotto del Nottolini. Un impatto violentissimo: morì il giorno dopo.

Il gip Simone Silvestri, accogliendo l’opposizione dei familiari alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura, ha disposto nuovi accertamenti a livello tecnico rimandando gli atti al pubblico ministero. Non solo il magistrato dell’accusa dovrà valutare di nuovo il lavoro del suo consulente, ma non è escluso il ricorso anche a una perizia attraverso un incidente probatorio davanti al gip che potrà nominare un professionista che riesamini il caso a livello cinematico e di ricostruzione della dinamica dello schianto mortale.

Il conducente della Panda resta, quindi, indagato per omicidio stradale. Entro sei mesi il pm titolare dell’indagine dovrà concludere gli accertamenti indicati dal gip Silvestri.

Fin al primo giorno della tragedia la mamma di Jeremy,  Deborah Favilla, aveva lanciato disperati appelli per cercare un testimone o qualcuno che potesse spiegare cosa era successo tra l’auto e la moto. E in parallelo si era affidata all’avvocato Gerardo Marliani per seguire il fronte giudiziario. Già nel settembre 2023 la Procura aveva chiesto l’archiviazione. La mamma del 20enne aveva, quindi, incaricato un consulente per avere un supporto specialistico. La relazione finale dell’ingegnere sullo scontro auto-moto ha quantomeno instillato il dubbio sullo svolgimento dei fatti rappresentato dall’accusa al punto da impedire la chiusura dell’indagine e favorire un supplemento di indagine.

Nella consulenza tecnica dell’ingegnere Achille Dall’Aglio il gip ha rilevato spunti sulla dinamica dell’incidente che rendono necessario rivedere la ricostruzione finale della Procura il cui esito era stato quello dell’assenza di responsabilità dell’automobilista. 

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