Bagni di Lucca, il consigliere comunale Gemignani torna in struttura contro l’anoressia
“Non è una battuta d’arresto, ma fa parte di un percorso”. Era già stato nel centro per 5 mesi
BAGNI DI LUCCA. Claudio Gemignani consigliere comunale a Bagni di Lucca, volontario nell’Associazione del paese di Gombereto e nella parrocchia di Pieve di Controne, torna in struttura il 31 gennaio dove nel 2024 è rimasto per oltre 5 mesi. Là Claudio è stato infatti già ricoverato per combattere un disturbo del comportamento alimentare: l’anoressia. Grintoso ed emotivo in tutte le battaglie che porta avanti, innamorato del suo lavoro (l’insegnamento) e felice nello stare tra i suoi alunni e nel suo territorio, Gemignani si racconta come un ragazzo orgoglioso degli affetti più cari e pronto a esporsi nuovamente e pubblicamente, come ha già fatto lo scorso anno.
È sua intenzione, infatti, parlare e raccontarsi anche per dare il coraggio di aprirsi a chi, silenziosamente, porta dentro di sé un dolore come quello di un disturbo “maledettamente cattivo”. «Non è facile mostrare pubblicamente le proprie debolezze – spiega Gemignani – . Non lo è soprattutto nell'era dei social, dove tutti sembrano esporsi, ma spesso, solo di facciata. La vera natura delle persone, infatti, dietro il pc, viene sempre filtrata attraverso sentimenti quasi opposti: da un lato il pudore, dall’altro la vanità; e così l’immagine che si dà non è mai completamente sincera».
L’ultimo video postato sulla pagina Facebook di Claudio è molto chiaro: «Chi ha un disturbo alimentare – dice a cuore aperto - ne è condizionato anche nelle piccole azioni quotidiane. Chi non ne soffre, non riesce a capire fino in fondo quanto sia difficile anche solo mangiare un biscotto o bere un bicchiere d'acqua. Non immagina il timore che abbiamo quando dobbiamo pesarci e ci spogliamo di tutto, persino di un anello. Il disturbo condiziona. Dal disturbo si guarisce con difficoltà. Possiamo, però, sederci al tavolo da gioco con lui e dare noi le carte».
«Spesso – continua Gemignani – , a una persona che soffre di un disturbo alimentare (che sia bulimia, anoressia o binge eating), ci si rivolge con frasi fatte del tipo "Dai, mangia", "Perché non mangi?" o ancora “Ti vedo bene!”; affermazioni che, anche se pronunciate in buona fede, rischiano di ferire chi soffre di un disturbo come il mio. A volte basta solo una carezza, un abbraccio, un sorriso, una semplice pacca sulla spalla, un messaggio d'affetto". Il suo video trasuda sincerità. Ha scelto, volutamente, il luogo più intimo della sua casa per girarlo: la camera da letto, il nido.
«Il 31 gennaio rientro nella struttura che mi ha accolto lo scorso anno - l'annuncio di Claudio – . Quella struttura che dà, a chi ha disturbi alimentari, una possibilità di riscatto. Si tratta di riprendere il percorso. Non vivo come una battuta d’arresto, ma un'altra fase e – prosegue – sono consapevole che non sarà semplice; ci vogliono forza e coraggio ma non intendo tirarmi indietro». Claudio spiega di sentirsi pronto a questo passo per sé, per gli affetti più cari, per i suoi alunni, per gli amici e per chi non lo ha mai abbandonato un secondo; lo fa, dice, perché da cristiano ama la vita.
«Mi sento fortunato, per questo – afferma –. Percepisco tanto bene intorno a me, un bene che mi ha inondato da tempo". Gemignani, con la sua testimonianza, cerca non di meno di fare forza a tutti noi, soprattutto a chi soffre del suo stesso disturbo.
«Se, con la mia testimonianza – dice –, ho fatto sentire meno sola anche una persona, ho ottenuto un grande risultato. Continuerò, fino a che avrò voce, a parlare del dca e a non arrendermi». Claudio termina il suo video con un toccante pensiero estratto dalla pagina @oltreladieta: "Guarire da un disturbo alimentare sto capendo cosa, per me, significa fare. Potrei stare ore lì, a contemplare quel piatto, potrebbero passare ere geologiche prima che quella mia voce scompaia dalla mia testa se me ne sto lì a passare in rassegna ogni mio singolo pensiero. Rimango ibernato in un blocco di ghiaccio. Se l'ho concordato in terapia, io quel passo lo faccio. Ma è un fare, nonostante: nonostante la paura, nonostante l'impulso, nonostante il terrore, nonostante il disturbo mi dica di no, nonostante il vuoto, nonostante le voci, nonostante la fatica, nonostante la vergogna, nonostante il desiderio di controllare, nonostante l'ansia, nonostante il pensiero della bilancia, nonostante siano trascorsi secoli, nonostante il giudizio, nonostante la scomodità. Io lo faccio. Lo faccio, nonostante. E facendolo, io posso scoprire. Scopro come sono stato quei minuti senza il disturbo. Capisco che sono sopravvissuto e che non mi sono successe quelle cose che temevo. Inizio a capire che ho coraggio anche io. Che posso uscire. Che posso parlare. Che posso sentire. Che posso vivere. Un giorno spero che quel "nonostante" sparisca perché è faticoso. Ma intanto va bene così. Mi tuffo a occhi chiusi saltando dallo scoglio nel vuoto, ma ad accogliermi trovo il mare. E nuoto. Nuoto liberamente. Nuoto, finalmente. Ed è bello".
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