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Lucca

Sanità in Tribunale

Nervo del collo lesionato nell'intervento: ospedale condannato a risarcire

di Pietro Barghigiani

	Un intervento in sala operatoria (foto d'archivio non riferita all'articolo)
Un intervento in sala operatoria (foto d'archivio non riferita all'articolo)

Paziente ottiene 45mila euro, l’intervento con errori a Cisanello

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BAGNI DI LUCCA. Un intervento alla carotide concluso all’apparenza senza problemi, ma che nel giro di qualche giorno rivelò la sua vera natura. E la paziente si ritrovò con un nervo lesionato al punto da impedirle l’uso pieno del braccio sinistro e il movimento completo del collo.

Dopo un primo rifiuto da parte del Tribunale di Pisa a riconoscere i danni per colpa medica a carico dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana, una 65enne della Media Valle ha fatto ricorso in appello e ha ottenuto un risarcimento che, con gli interessi, supera i 45mila euro.

A Pisa i giudici avevano respinto la richiesta di risarcimento invocata per la lesione provocata nel corso dell’intervento di «endoarteriectomia carotidea sinistra per eversione» eseguito il 7 febbraio 2018 a Cisanello. La donna chiedeva 80mila euro, ma alcune voci di danno lamentate dalla 65enne per la Corte d’Appello non erano fondate. Di qui la riduzione della somma da versare alla paziente da parte dell’Aoup.

Secondo la signora «a causa di una errata manovra dei chirurghi, le era stata procurata la lesione totale del nervo accessorio spinale di sinistra, da cui erano derivate marcate limitazioni funzionali della spalla e del collo, riduzione della forza muscolare e uno stato ansioso depressivo reattivo».

Per l’ospedale il danno al nervo rientrava nelle possibilità di un decorso anomalo post operatorio calcolate tra lo 0, 22 e lo 0, 21 per cento. Un evento raro, ma possibile. Al contrario i giudici di secondo grado hanno attribuito ai medici lo sbaglio in sala operatoria. E non doveva essere la paziente a provare «la condotta sanitaria (manovre incongrue nel corso dell’operazione) » con il Tribunale di Pisa che aveva «dispensato invece la azienda sanitaria dalla dimostrazione dell’esatto adempimento o della non imputabilità dell’inadempimento». Per la Corte d’Appello «in assenza di prova dell’ipotesi alternativa rappresentata dal decorso anomalo del nervo, deve ritenersi accertato secondo la regola causale “del più probabile che non” che la lesione del nervo della spalla sinistra sia eziologicamente imputabile a manovre incongrue compiute dai sanitari dell’azienda convenuta nel corso dell’intervento di endoarteriectomia carotidea sinistra per eversione praticato alla signora il 7 febbraio 2018».

La donna aveva allegato nella causa anche il fatto di aver dovuto lasciare il lavoro di colf part-time perché non più in grado di svolgere quelle mansioni. Sul punto la sentenza esclude «che la lesione del nervo della spalla sinistra, abbia procurato alla appellante postumi permanenti tali, per entità, natura e tipologia, da causarle una perdita o una riduzione della capacità lavorativa specifica». Ha subìto un danno serio, ma può lavorarel

Pietro Barghigiani

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