De Angelis, una 007 all’italiana racconta lo spionaggio artigianale
La 29enne attrice è protagonista della serie di Prime Video “Citadel: Diana”. Sul palco del cinema Astra ha parlato ai fan assieme al collega Lorenzo Cervasio
LUCCA. Una serie completamente nuova, con uno stile mai visto prima in Italia. “Citadel: Diana” si è rapidamente posizionata tra le più viste su Prime Video in tutto il mondo. I protagonisti, Matilda De Angelis e Lorenzo Cervasio, ieri hanno partecipato al Lucca Comcis & Games per incontrare i fan e parlare con entusiasmo delle esperienze vissute sul set. Nei loro occhi si leggeva tutta la passione per il progetto.
Al Cinema Astra, durante una conferenza stampa moderata da Claudio Di Biagio, i due attori hanno condiviso aneddoti e retroscena dal set, regalando al pubblico un momento di grande divertimento e tante risate. Entrambi vestiti in total black, sul palco erano estremamente a loro agio. Tra i due si poteva notare una grande sintonia. Matilda, una donna solare e carismatica, di una bellezza disarmante; Lorenzo un uomo di estrema eleganza, spontaneo e caloroso, contentissimo di trovarsi alla fiera del fumetto. «Vorrei vivere tutti i giorni così – dice con entusiasmo – qui mi sento in paradiso, tra la serie e i Comics».
La serie televisiva, uscita lo scorso 10 ottobre, racconta un mondo di intrighi e azione in cui le spie operano tra alleanze pericolose e tradimenti. Segue le avventure di Diana, infiltrata in Manticore, e Edo, erede dell'organizzazione, mentre cercano di fermare i piani della rivale. Citadel esplora il confine tra giustizia e vendetta, mantenendo alta la suspense e approfondendo i legami tra i protagonisti. Girata in luoghi mozzafiato, la serie spazia dalla Svizzera a Roma, da Milano alla Sicilia.
Matilda, Diana in Citadel, per trovarsi pronta a realizzare le scene intrepide della serie televisiva ha dovuto sottoporsi a giornate di esercitazioni: imparando a combattere, a resistere al freddo e a lanciarsi con la zip-line. Riferendosi a una scena girata nel suggestivo scenario del Cretto di Burri a Trapani, dove è stata realizzata una fune sospesa appositamente per le riprese, l’attrice afferma: «Fortunatamente non ho paura dell’altezza, in compenso ho un problema con l’acqua, non so andare con la testa sotto». Ma l’aspetto più difficile, racconta l’attrice, è stato mostrare sicurezza in quelle azioni, attraverso lo sguardo, attraverso gli atteggiamenti. «Non potevo mostrare disagio, dovevo essere Diana».
Anche Lorenzo, Edo Zani nella serie, racconta si essersi divertito tremendamente a recitare quei comportamenti così audaci. «Da piccolo mi travestivo da agente 007 e sognavo di fare quelle cose».
Ma l’aspetto che entrambi sentono di voler sottolineare è quello di non prendersi mai troppo sul serio. Questo è emerso chiaramente nei brevi spezzoni di backstage che hanno mostrato il divertimento e la spensieratezza con cui trascorrevano le giornate sul set. «C’è stata una scena che avrebbe dovuto essere molto profonda – racconta Matilda –. Le riprese sono durate ore e, a un certo punto, ho avuto l’effetto contrario: non riuscivo a smettere di ridere e continuavo a fare su e giù per cercare di farmela passare». Emotivamente e fisicamente, il lavoro richiesto da Citadel era stancante. «La risata ci vuole perché ha anche un potere calmante», prosegue Matilda.
Nonostante la trama non sembri tipica di una produzione italiana, scavando più a fondo emergono aspetti che richiamano direttamente il nostro paese, come quella che Matilda definisce “l’artigianalità toscana.” Dietro le quinte di Citadel, si celano numerosi tecnici che lavorano con grande maestria per realizzare gli effetti speciali che arricchiscono la visione. «Qui in Italia non possiamo permetterci di spendere in green screen o in effetti speciali costosi. In una scena, per esempio, c’era una gabbia che girava, e sotto di essa c’era un uomo a farla muovere. Tutto ciò che abbiamo realizzato, l’abbiamo fatto all’italiana, ed è questo che considero davvero commovente».
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