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Lutto

Lucca, lo sport perde Armando Cortinovis pioniere della pallacanestro

di Luca Tronchetti
Armando Cortinovis in una bella foto con la moglie
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Armando Cortinovis in una bella foto con la moglie

Scompare a 89 anni il portacolori della Virtus degli anni 50-60. Ottimo tennista vinse tornei in tutta Italia e giocò con Panatta

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LUCCA. Lo sport è stata la sua palestra di vita basata su principi etici di lealtà, amicizia e impegno. Pioniere del basket lucchese per poi passare al tennis agonistico vincendo centinaia di tornei in tutta Italia. Mai protagonista, mai in prima fila, ma sempre al servizio degli altri. Un gigante gentile dotato di un’educazione e di un rispetto che oggi si faticano a intravedere nelle nuove generazioni.

Se n’è andato giovedì sera in punta di piedi, com’era peraltro nel suo stile british, Armando Cortinovis, 89 anni, origini bergamasche (era parente di Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII), ma lucchese da oltre 70 anni. Figlio di un capoufficio Lazzi in servizio a Pistoia che si era trasferito alle officine di S. Anna prima della guerra, Cortinovis, studente modello, diventerà responsabile della Sip (l’attuale Tim) nella sede di piazzale Italia. Ma è nello sport che ha trovato le maggiori gratificazioni.

La pallacanestro

Il suo era un basket «pane e salame» fatto di tanta passione, impianti all'aperto, scarpette Apice nere con la suola bianca tutte uguali e anacronistici completi di gioco. Armando Cortinovis negli anni Cinquanta-Sessanta è stato una colonna della Virtus Pallacanestro Lucca. Una pertica di un metro e 85 centimetri (75 anni fa un’altezza che oggi equivale quasi ai 2 metri) bravo nei rimbalzi, ottima impostazione e buon tiro da fermo. Avviato alla palla a spicchi dall’insegnante di educazione fisica della scuola Dante Chelini, la prima squadra parrocchiale, nel 1950, fu la Vigor S. Anna. Tre anni dopo il passaggio alla Virtus Lucca che si allenava e giocava sul campo in piastrelle di marmo al Caffè delle Mura. Tra i compagni di squadra due futuri politici: l'onorevole Piero Angelini, recentemente scomparso, e Piergiorgio Licheri. Nella sua ventennale carriera Cortinovis ha sfidato Sandro Gamba, oggi 91 anni, allora capitano dell'Olimpia Milano e futuro guru del basket inserito nell'Hall of Fame dopo aver vinto scudetti, coppe e allenato la nazionale. Ma è stato compagno di squadra – nella sua esperienza in serie A nel 1957 con la Vela Viareggio – di Sandro Luporini, storico paroliere di Giorgio Gaber.

L’amore sotto canestro

Non poteva che nascere sotto canestro la sua infinita storia d’amore con la compagna della vita: Rosita Arata, ex insegnante alla Bonagiunta. Si conobbero nel 1962 sul campo di allenamento al Caffé delle Mura. In una delle partite maschi contro femmine con l’Armando – che a causa delle braccia lunghissime – le impediva di vedere il canestro. Rosita era un’ala-guardia che sfiorò la maglia azzurra. Nel 1955 l’allenatore della nazionale giovanile femminile la convocò per un raduno a Porretta Terme e sarebbe dovuta partire per un tour all’estero, ma il diktat paterno le impedì il coronare quel sogno. Dopo il matrimonio sono nati Laura e Stefano, da anni carabiniere nella Compagnia di Cortile degli Svizzeri primal radiomobile e oggi nella stazione di San Lorenzo a Vaccoli. E Armando Cortinovis era un nonno felice amato e venerato dai suoi nipoti.

40 anni di tennis

Nella sua casa, poche centinaia di metri dopo il ponte di Monte San Quirico, c’è un armadio-vetrina con coppe, targhe e medaglie di ogni forma e dimensione. Sono quasi tutte vinte nelle centinaia di tornei disputati in tutta Italia da tennista agonista. Legato al circolo tennis Lucca e a quello di Bagni di Lucca dove aveva stretto amicizia giocando con il maestro Pieri e aveva conosciuto Jasmine Paolini. Ma soprattutto era un assiduo frequentatore del circolo Tennis Poppi (Arezzo) dove negli anni Settanta aveva incontrato Adriano Panatta, idolo indiscusso, tirando qualche dritto sul campo in terra battuta. E sino a 7-8 anni fa aveva proseguito a giocare il doppio, spesso assieme al medico Dino Nardinelli, nei campi di tennis a Viareggio e al Lido, mantenendo una orma invidiabile con quel fisico dritto e asciutto. Ultimamente seguiva il suo idolo Sinner vedendo le partite in tv con in mano la sua racchetta.

Addio Armando, paladino di uno sport fatto di sana passione e di vera amicizia.


 

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