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Lucca

Il caso

Lucca, minacce di morte all’assessore intervenuto in difesa di una donna

di Gianni Parrini
L’assessore Fabio Barsanti a colloquio con le forze dell’ordine
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L’assessore Fabio Barsanti a colloquio con le forze dell’ordine

Fabio Barsanti protagonista dell’inquietante episodio in piazza San Michele: il racconto

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LUCCA. Maltratta una donna in pieno centro, un assessore interviene in sua difesa e viene minacciato. «Io finisco in galera, ma tu hai finito di vivere».

Sembrano non avere termine gli episodi di violenza nel centro storico di Lucca, dove negli ultimi giorni – tra aggressioni, rapine, spaccate – il tema della sicurezza è tornato all’ordine del giorno. Episodi che nella maggior parte dei casi vedono protagonisti sempre gli stessi individui, che evidentemente non si riesce a tenere sotto controllo. Basti pensare che il 51enne coinvolto nel fatto di ieri è alla 12ª denuncia dal 22 maggio per violazione del Daspo urbano.

Stavolta a fare le spese in prima persona di questa situazione è stato l’assessore Fabio Barsanti. «Erano circa le 14 – racconta al Tirreno – e stavo camminando in via Calderia quando ho sentito delle urla. Arrivato in San Michele ho visto un uomo che teneva la moglie per i capelli e le schiacciava la testa contro gli scalini della piazza. Subito gli ho urlato di lasciarla stare. Il soggetto, già ben noto per i suoi trascorsi, mi ha risposto di farmi gli affari miei perché quella era la sua donna».

Barsanti e altre persone presenti in piazza hanno chiamato le forze dell’ordine e poco dopo due volanti sono arrivate sul posto, dove il 51enne, che nel frattempo aveva cessato le intemperanze, è rimasto in attesa.

L’assessore ha fatto mettere a verbale di aver assistito come testimone a un’aggressione e a quel punto il 51enne ha tentato di provocarlo e non si è fermato lì: «Di fronte a quattro agenti di polizia ha pronunciato queste parole – racconta Barsanti: “Io finisco in galera, ma tu hai finito di vivere”». Una frase inquietante, che certo non lascia tranquilli. Essendo Barsanti un assessore del Comune costituisce una minaccia a un pubblico ufficiale, reato procedibile d’ufficio.

«Ora è possibile aggiungere un altro verbale – dice Barsanti – ai moltissimi già presenti sul tavolo del magistrato nei confronti di questo individuo. Speriamo possa essere la volta buona per far sì che abbandoni la piazza».

Come detto, il 51enne lucchese, che poi si è allontanato tranquillamente con la moglie che poco prima stava maltrattando, è ritenuto un soggetto socialmente pericoloso e pertanto a maggio scorso è stato colpito da un Daspo urbano, ovvero un provvedimento di carattere preventivo emesso dal questore che gli vieta l’accesso a piazza San Michele per due anni. Il provvedimento è stato già ignorato per ben 12 volte ma in caso di violazione è prevista solo una denuncia. L’ennesima.

 

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