Morto a 53 anni, un cedimento del ciglio stradale ha causato la tragedia di Montecarlo
Il trattore guidato da Alessandro Francheschini si è ribaltato e non gli ha dato scampo
MONTECARLO. Il dramma si consuma poco dopo le 20 in via del Poggetto a Montecarlo. Alessandro Franceschini, 63 anni compiuti il 14 febbraio scorso, sposato e padre di due figli, titolare dell’omonima azienda agricola a conduzione familiare, è alla guida del suo trattore Fiat DT45-66. Sta concludendo la giornata lavorativa nel suo vigneto a poche centinaia di metri alla sua abitazione quando, improvvisamente, cede il terreno posto a un metro di dislivello dal piano strada. Il mezzo agricolo, scoperto e privo di protezioni, che costeggia il ciglio della strada a causa dello scivolamento laterale del terreno si ribalta adagiandosi sulla pubblica via. Un movimento repentino che coglie di sorpresa il conducente. Franceschini, sbalzato fuori dal mezzo, resta schiacciato con la testa sotto il passaruota destro. Una morte orribile e istantanea.
L’allarme di un vicino
Non ci sono testimoni diretti della tragedia. A dare l’allarme è un vicino di casa di 26 anni che alle 20,45 nel transitare in auto da via del Poggetto per andare a cena fuori nota il trattore ribaltato sulla strada. Scende dall’abitacolo, si avvicina, vede il corpo dell’imprenditore agricolo sotto una ruota e in un lago di sangue e con il cellulare avverte immediatamente la centrale operativa del 118. Prima che sopraggiunga l’ambulanza con il medico a bordo che constata il decesso di Alessandro Franceschini sul luogo dell’incidente sul lavoro arriva anche alla moglie della vittima, Nicoletta Cerri. Preoccupata per il mancato rientro a casa del marito per l’ora di cena si era incamminata a piedi verso la tenuta agricola ed è comprensibile la sua disperazione quando ha visto il trattore appartenuto al coniuge ribaltato sul ciglio della strada.
Le indagini
Sul posto sono andati i carabinieri della stazione di Altopascio che hanno avvertito il magistrato di turno Lucia Rugani che ha disposto l’immediato nullaosta per la rimozione della cadavere. Ieri mattina i militari hanno inviato una prima breve documentazione al magistrato che ha disposto l’esame esterno del cadavere conferendo l’incarico al medico legale Ilaria Marradi. Al termine la salma verrà riconsegnata ai familiari per la sepoltura. Logicamente trattandosi di una ditta individuale a conduzione familiare dove la vittima era l’unico dipendente e titolare non ci sono indagati: l’inchiesta penale è già chiusa. Resta il dolore e la sofferenza della moglie e dei figli Stefano, che lavorava con lui, e Giacomo, dipendente della ditta “Pellegrini” a Pescia, specializzata in impianti elettrici .
Il profilo della vittima
Una persona riservata Alessandro Franceschini che ha saputo trasformare la propria passione in un lavoro, gestendo l’azienda agricola a conduzione familiare assieme a uno dei figli. Un professionista in grado di conoscere a menadito ogni spicchio dei vigneti e ogni passaggio indispensabile per produrre un olio di oliva di alta qualità. Venerdì sera, appresa la notizia della tragedia, Montecarlo si è vestito a lutto. «Questa disgrazia ci ha ammazzato – dice senza mezzi termini Vittorio Fantozzi, dal 2009 al 2019 sindaco di Montecarlo –. Alessandro ha sempre mostrato un grande amore per il proprio lavoro. Si buttava anima e corpo nella realizzazione dei propri prodotti a chilometro zero. Senza di lui l'area di via del Poggetto (dove c’era la sua azienda a gestione familiare) sarà più povera a livello umano. Non appena c'era un evento di carattere agricolo nel nostro Comune, Alessandro rispondeva sempre presente».
Uno dei vicini di attività di Alessandro Franceschini era Giancarlo Rossi, titolare della Fattoria Il Poggio. Separati all’anagrafe da un solo anno, i due si conoscevano sin dall'adolescenza. «Quando eravamo ragazzini, specialmente d'estate, ci ritrovavamo per giocare a pallone nella frazione di Luciani- ricorda Rossi-. Spesso incrociavo il figlio Giacomo visto che ha effettuato degli accorgimenti elettronici all'interno della mia attività. Alessandro era la classica persona di campagna. Aveva i valori di un tempo, che oggi spesso latitano. Teneva molto alle sue produzioni tutte di ottime qualità che si trattasse di olio oppure vino».
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