Il Tirreno

Lucca

La testimonianza

Travolto in bici da un’auto contromano, Stefano Cecchini: «Ecco cosa è successo a quella curva»

di Pietro Barghigiani

	Stefano Cecchini e l'auto che l'ha travolto
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Stefano Cecchini e l'auto che l'ha travolto

Dall’ospedale il commerciante 46enne racconta l’incidente alla Granfondo Dolomiti: «Smettere con le corse? Ho due figli e...»

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LUCCA. «Nonostante tutto è andata bene». Consapevole di aver rischiato la vita e di avere un debito con il destino, Stefano Cecchini comincia a realizzare quello che è accaduto domenica mattina alla Granfondo Sportful Dolomiti Race nel Bellunese. Un’auto contromano finita nel percorso della gara e tre ciclisti che non possono evitarla. Il commerciante 46enne, sposato, due figli, è ricoverato all’ospedale di Verona.

Cecchini, come sta?

«Mercoledì (domani, ndr) mi operano al braccio sinistro. Mi metteranno una placca, una soluzione meno invasiva rispetto al tutore. Sono a Verona, dopo un primo passaggio dall’ospedale di Agordo, perché qui lavora un professore che mi ha già operato. Ho perso due denti e mi hanno messo 30 punti tra esterni e interni nella zona del mento e sotto il naso».

Cosa ricorda dell’impatto?

«Quella macchina (Peugeot 206) ce la siamo trovata davanti subito dopo una curva. I primi due ciclisti sono finiti sul cofano e il parabrezza. Io ero il terzo e pur andando lo stesso contro la macchina ho almeno evitato il frontale».

Sa cosa ha risposto la donna al volante dopo aver forzato il blocco degli addetti al percorso?

«Sì, che doveva andare alla messa ed era in ritardo».

Le ha detto qualcosa sul momento?

«Sinceramente non me la sono sentita di inveire contro questa signora molto anziana. Era frastornata. Certo che ha una colpa evidente, ma mi viene anche da dire che, a una certa età, se non ci sono più le condizioni per guidare la patente andrebbe ritirata».

Lei è stato un nome di spicco del ciclismo amatoriale. Dopo questo incidente potrebbe ritirarsi?

«Questo episodio mi ha fatto ripensare alla mia vita. Prima di tutto alla mia famiglia. Ho due figli e una responsabilità. Mi è andata bene, ma non si può non pensare a cosa sarebbe successo se il destino avesse scritto un altro finale. Con le gare avevo smesso da tempo. Facevo solo le Granfondo perché mi piacciono. Smettere del tutto? È una riflessione che farò più avanti con la mia famiglia. Comunque la bici è sempre stata la mia vita e continuerò a pedalare. Poteva succedere la stessa cosa durante un allenamento. Anche i miei figli di 5 e 8 anni fanno sport. Siamo sempre esposti al rischio. Di sicuro quello che mi è accaduto era inaspettato perché in una gara uno non pensa di ritrovarsi un’auto dietro una curva».

Tempi di ritorno a casa?

«Vediamo come va l’intervento. Diciamo tra venerdì e sabato».




 

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