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Lucca

Sanità in tribunale

Lucca, paziente di 44 anni invalida dopo l’ictus: indagato medico del San Luca

di Pietro Barghigiani
Lucca, paziente di 44 anni invalida dopo l’ictus: indagato medico del San Luca

L’accusa: non somministrò un farmaco contro le trombosi

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LUCCA. La mancata somministrazione di un farmaco per contrastare le trombosi e i tempi del trasferimento all’ospedale di Cisanello. Sono i due punti al centro dell’inchiesta della Procura dopo l’esposto dei familiari di una donna di 44 anni del Capannorese colpita da un ictus che l’ha ridotta alla condizione di invalida civile al cento per cento. E con l’accusa di lesioni colpose commesse nell’esercizio della professione sanitaria è indagata una dottoressa del pronto che il 3 giugno 2021 seguì la paziente arrivata al San Luca in condizioni gravissime dopo il malore in casa.

L’indagine

L’esposto dei familiari della donna aveva avuto una prima risposta della Procura con una richiesta di archiviazione a cui i legali della 44enne si erano opposti argomentando le ragioni sulla necessità di fare ulteriori accertamenti. Il gip aveva accolto quella richiesta disponendo nuove indagini. Un’indicazione che il pm titolare del fascicolo ha tradotto nella richiesta di incidente probatorio. Un atto che, nelle intenzioni dell’accusa, prevede la nomina di un collegio di periti a cui rivolgere i quesiti dirimenti sulla sostenibilità di un processo a carico del medico del San Luca.

Il malore

È il 3 giugno del 2021 quando la donna in casa ha un mancamento. Il tema del vaccino contro il Covid, somministrato alla 44enne circa una settimana prima, è un secondo fronte aperto dai legali. Quel giorno la corsa al pronto soccorso del San Luca sarà la prima tappa di un calvario durato mesi e segnato da interventi e riabilitazioni lunghissime. È viva, ma con una disabilità permanente.

Il farmaco

Gli avvocati si rivolgono a un consulente per avere una versione tecnica di quello che sarebbe successo al pronto soccorso lucchese. L’esito della relazione viene allegato a un esposto presentato ai carabinieri. Si sostiene che il medico, ora indagato, avrebbe dovuto somministrare un farmaco che si usa per tamponare le urgenze in casi di trombosi. Non lo fece, nonostante fosse giù stato preparato. Lo stesso medico dispose il trasferimento a Cisanello perché la situazione era quasi disperata. E qui i legali contestano i ritardi nell’adottare quella decisione per la quale non fu usato l’elisoccorso. Una difficoltà, quella di utilizzare Pegaso al San Luca, che è finito agli atti dell’inchiesta dopo aver sentito il responsabile della centrale operativa del 118 Alta Toscana.

I quesiti

Quando il gip fisserà l’udienza per l’incidente probatorio, tutte le parti coinvolte avranno la possibilità di nominare un consulente. I punti da chiarire per la Procura sono di fatto due. Se il primo soccorso alla paziente sia stato corretto e se la mancata somministrazione del farmaco contro le trombosi fosse giustificata e su quali basi sanitarie. Secondo aspetto, quello del trasferimento della donna colpita da ictus. È stato veloce? Mancando l’elisuperficie all’ospedale era possibile attivare un trasferimento a Cisanello più celere? E quanto ha inciso il tempo impiegato per arrivare al centro specializzato in neurochirurgia sulle condizioni di salute della donna.

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