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La sentenza

Capannori, caso asilo: il Comune paga le spese legali per 625mila euro

di Pietro Barghigiani
Capannori, caso asilo: il Comune paga le spese legali per 625mila euro

Ecco chi sono sono professionisti e aziende citati in giudizio, ma non responsabili dei danni

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CAPANNORI. Citati in giudizio dal Comune per presunte negligenze nella realizzazione dell’asilo nido “Cosimo Isola”, a carico di sette tra aziende e professionisti non sono risultate responsabilità tali da dover prevede un risarcimento del danno. E così il Tribunale ha condannato l’ente a pagare le spese legali ai soggetti tirati in ballo – senza colpe all’esito dell’istruttoria – in un procedimento civile nel quale il Comune si è visto riconoscere un risarcimento di 1, 5 milioni di euro. Il conto è di 625mila euro il cui saldo è stato approvato con una determina dirigenziale.

I Ctu del Tribunale hanno stabilito che per l’82 per cento la responsabilità degli errori di progettazione e costruzione è in capo ai privati e per il 18 per cento fa attribuito come mancato controllo al personale interno.

Ecco chi ha affrontato il procedimento civile uscendone indenne e maturando così il diritto, fissato dal giudice nella sentenza del settembre 2023, a ottenere dal Comune le spese legali: Sitec Srl, 72. 956 euro; Lunardi Movimento Terra Srl, 72. 956 euro; Generali Italia Spa, 72. 956 euro; architetto Andrea Martinelli, 72. 956 euro; Allianz Spa, 72. 956 euro; Studio Legale Associato Scripelliti-Bellandi; 72. 956 euro; ingegner Francesco Cattani, 67. 847 euro.

In parallelo l’ente si è mosso per recuperare i soldi dai condannati a risarcire. L’amministrazione vuole incassare un milione e 571mila euro tra capitale e interessi fissati dal Tribunale di Lucca che riconosce al Comune un danno per le irreversibili lacune di progettazione e costruzione dell’immobile ora in via di demolizione. Nonostante il verdetto sia stato appellato – prima udienza a luglio 2024 – la sentenza è stata dichiarata esecutiva nei suoi effetti risarcitori. Di qui i solleciti formali per ottenere il saldo fissato dal giudice nel settembre scorso. Sono sei le figure professionali a cui l’amministrazione si rivolge prima con una pec e ora con un’azione giudiziaria. Responsabili in solido degli errori riconosciuti dal Tribunale sono al 10 per cento il collaudatore; al 36 per cento i direttori dei lavori, al 27 per cento l’impresa esecutrice (che risponde in solido con la conferitaria del ramo d’azienda) ; al 9 per cento la ditta subappaltatrice; al 18 per cento due dipendenti comunali. La struttura chiusa dal 2016 (inaugurata nella primavera 2014) e nata come progetto dopo la donazione del terreno da parte di un privato in memoria del padre, sarà ricostruita e ospiterà tre sezioni per un totale di 60 bambini. l

Pietro Barghigiani

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