Italia
Lucca, addio a Max Lazzi: il fotografo social stroncato da una malattia a 55 anni
I suoi paesaggi hanno conquistato centinaia di migliaia di persone
LUCCA. Chiunque frequenta Instagram – ma più in generale Internet – è molto probabile che si sia imbattuto in una delle sue foto di paesaggi sospesi tra la nettezza dei colori e le luci filtrate dalla nebbia: sono stati tantissimi i capolavori di Massimiliano Lazzi, per tutti Max, artigiano e fotografo morto all’età di 55 anni (compiuti lo scorso 8 maggio) a causa di una terribile malattia.
Le sue foto
I suoi scatti lo avevano reso noto ben al di là della cerchia degli appassionati di fotografia. Ed è Andrea Simonetti, un suo collega, ma ancor prima un amico di lunga data, che racconta come Max si era avvicinato a questo mondo: «Tutto era partito con le foto fatte con il cellulare – ricorda Simonetti –. Si era iscritto a Instagram nel momento della nascita della piattaforma e questo aveva fatto sì che avesse accumulato tanti follower». In effetti sono 139mila le persone che lo seguono sul social network dedicato alle immagini. Ma – ovviamente – c’era ben di più: «Max faceva delle foto molto belle – continua Simonetti –. All’inizio era apprezzato soprattutto per la paesaggistica. Poi col tempo si è interessato ai ritratti, fino a dedicarsi ai matrimoni insieme a me». Nel frattempo Max era passato dal cellulare ad attrezzature più professionali, con le quali partecipava, sempre insieme all’amico Andrea, anche alle giornate di Lucca Comics: «In quel periodo molti fotografi ci venivano dietro – racconto Simonetti – per “copiare” gli scatti che facevamo noi, con le nostre composizioni e le nostre luci».
Il lavoro
Lazzi era nato a San Marcello Pistoiese, anche se la sua famiglia era originaria di Lizzano in belvedere, sull’Appennino bolognese. Ma da decenni abitava a Lucca: qui aveva frequentato, negli anni Ottanta, l’Istituto d’arte Passaglia. Un’esperienza che gli era rimasta dentro e non solo nell’aspetto fotografico: Max era infatti anche un ottimo disegnatore. A lungo, poi, aveva gestito il negozio “L’angolo della tenda” in via della Repubblica a Fornaci di Barga. Nel 2014 era arrivata la decisione di chiudere il punto vendita, ma di continuare comunque l’attività su chiamata diretta dei clienti. Una decisione presa anche per non sobbarcarsi più il viaggio quotidiano verso Fornaci partendo da Lucca, dove abitava nel quartiere di Sant’Anna insieme alla moglie Denise.
I messaggi
Tanti i messaggi di cordoglio arrivati a partire da quello, con la voce incrinata dal pianto, dell’amico e collega Simonetti: «Vorrei dirgli solo “buon viaggio”. Buon viaggio dal tuo amico Andrea». La cerimonia funebre si è svolta ieri nella chiesa parrocchiale di San Cassiano a Vico: proprio Lazzi aveva chiesto infatti che il rito venisse celebrato da don Giovanni Michelotti, che aveva conosciuto quando il religioso aveva prestato servizio nella parrocchia di Sant’Anna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
