Il Tirreno

Lucca

Violenza fra i banchi

Pugno in faccia e preso a calci, lo sfogo della mamma: «Tutta la scuola sa chi è stato»

di Pietro Barghigiani
L’ingresso della scuola media “Da Vinci” dove il ragazzo ha provato inutilmente a ripararsi (Foto Sernacchioli)
L’ingresso della scuola media “Da Vinci” dove il ragazzo ha provato inutilmente a ripararsi (Foto Sernacchioli)

Lucca, alunno di 12 anni aggredito da due coetanei nel piazzale dell’istituto. La madre: «Mentre mio figlio era al pronto soccorso loro ridevano»

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LUCCA. Una spallata da dietro come avvertimento. Poi un pugno in faccia. Lui cerca di scappare, ma viene raggiunto e spinto a terra dopo essere stato tirato per il giacchetto. Steso sull’asfalto il ragazzino diventa un sacco da prendere a calci. Pedate ai fianchi e anche qualche sputo. Pochi secondi in cui l’alunno 12enne di una scuola media diventa il bersaglio di due coetanei che si accaniscono con una violenza che si traduce in una prognosi di 10 giorni per una serie di lesioni all’addome. Si rialza da solo, ma i dolori ci sono e non passano.

L’ospedale

Dalla scuola chiamano la mamma che lo porta al pronto soccorso del San Luca dove entra poco dopo le 9 ed esce un paio d’ore dopo. Non c’è niente di rotto a livello fisico. Resta la brutalità di quello che ha subìto e il terrore che possa ripetersi.

Il luogo

Esterno della scuola media “Leonardo Da Vinci” di San Concordio, quartiere a sud della città. Sono le 7,56 di venerdì e nel piazzale va in scena la sequenza di un bullismo che degenera in violenza fisica.

La denuncia

Un episodio a cui hanno assistito anche altri ragazzi e diversi genitori. La mamma del picchiato dopo aver portato il figlio al pronto soccorso si è presentata dai carabinieri per denunciare quello che era appena accaduto.

La vicenda sarà segnalata alla Procura per i Minorenni che informerà i servizi sociali, ma a livello penale la storia si ferma qui per la non imputabilità prevista dalla legge per chi ha meno di 14 anni.

Lo sfogo

A picchiare il 12enne sarebbero stati due ragazzini di 12 e 13 anni che non sono in classe con lui, ma sono iscritti allo stesso istituto. «Tutta la scuola sa chi è stato – racconta la mamma – mentre dalla finestra una collaboratrice scolastica ha assistito alla scena. Alle 14 quando è suonata la campanella della fine delle lezioni, i due ragazzi erano fuori che ridevano e scherzavano come se nulla fosse, mentre mio figlio era al pronto soccorso con ematomi all’addome e ferite morali che probabilmente non passeranno così facilmente. La scuola non lo ha tutelato».

«Minacciato»

Secondo la madre da tempo il ragazzino era finito nel radar di coetanei che si atteggiano a bulletti. Spavaldi, ma non violenti come hanno dimostrato venerdì mattina, secondo i racconti nell’ambiente scolastico. «Questa situazione andava avanti da ottobre ed era stata segnalata già diverse volte alla scuola – sottolinea la donna – . Il 19 marzo sapevano delle minacce verbali a mio figlio, i compagni di classe gli avevano inviato messaggi vocali su WhatsApp per avvertirlo di farsi accompagnare fin sotto scuola perché questi due soggetti lo volevo pestare. Lo avevamo fatto presente alla scuola, ma non hanno mosso un dito per vigilare e proteggerlo. Questi ragazzi fanno parte di una gang che si fa chiamare “La bella gang”, alcuni di loro sono ripetenti e pericolosi».




 

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