Il presidio
Lucca, raccolte centinaia di firme contro lo “sfratto” del mercato
A dire no tanti cittadini durante l’appuntamento pasquale in piazza Grande. La petizione contro il trasloco in San Francesco sarà consegnata in Comune
LUCCA. Sono già centinaia le firme raccolte per dire “no” al trasferimento del mercatino ambulante da piazza Napoleone a piazza San Francesco. Il numero esatto dei cittadini che hanno sottoscritto la loro contrarietà al trasloco, preannunciato già a settembre dall’amministrazione comunale, si conoscerà domenica sera, quando il mercatino pasquale chiuderà i battenti, con l’incognita per l’anno prossimo. Sicuramente nel Settembre Lucchese i banchi saranno ancora nella piazza ma, in assenza di novità, il prossimo mercato natalizio si svolgerà dove stabilito.
I concessionari, però, non ci stanno, decisi a fare l’impossibile per evitare quella che definiscono una scelta scellerata che significherebbe la morte del mercato stesso, se spostato in una zona decentrata della città e fuori dal passaggio di cittadini e turisti.
La petizione è iniziata il 23 marzo in concomitanza con l’apertura del mercatino pasquale e durante questo periodo sono stati davvero tanti coloro che si sono avvicinati alle due postazioni, ben visibili, per registrare il documento di identità e lasciare l’autografo.
«Ci hanno messo la faccia per cercare di aiutarci – dice Antonio Minutella, titolare di un banco di abbigliamento che gestisce insieme alla moglie – e questo ci dà la forza per continuare a combattere questa battaglia che speriamo di vincere, ma con le buone maniere e attraverso un dialogo aperto con i nostri amministratori che ci auguriamo possa portarci ad un accordo soddisfacente per tutti. Siamo disponibili a collaborare per una riqualificazione del mercato ma non accettiamo queste assurde imposizioni che ci relegherebbero in una piazza che non rispecchia l’anima mercatale idonea per sostenere il costo di circa 100 euro al giorno per uno spazio di 16 metri quadrati, in cui operiamo ininterrottamente per oltre dieci ore per mantenere le nostre famiglie, affrontando ogni intemperia. Nei prossimi giorni provvederemo a protocollare le firme. Spero che il sindaco e i suoi amministratori si mettano una mano sul cuore e tengano conto dell’opinione di queste persone che ci sostengono e che poi andranno a votare».
Non è ottimista Stefano Zini, titolare del chiosco di bomboloni e frati Nelli, con alle spalle 130 anni di attività. «Sono deluso e amareggiato dal comportamento del Comune – dichiara – sordo alle nostre richieste e forse intenzionato a trasferirci per potere utilizzare questo spazio per altri eventi, senza vincoli di date. Ci aspettavamo che almeno l’assessore al commercio si facesse vivo in questi giorni per dirci qualcosa, ma niente. Non mi sembra un modo democratico di agire, questo, perché significa ignorarci e squalificare il nostro lavoro che si è sempre svolto nel cuore della città come ogni fiera che si rispetti».
Maurizio Scacchiotti si dice sdegnato per il progetto comunale «che – afferma – snaturerebbe l’essenza della città, deludendo turisti e cittadini, per i quali la fiera è un punto di riferimento per Pasqua, Natale e nel Settembre Lucchese».
Luca Santori vive e lavora nel centro di Lucca e ha firmato la petizione «perché – dice – voglio che la città continui ad essere quella in cui sono nato e cresciuto, con le sue tradizioni. Voglio poter continuare a mangiare il buccellato del Taddeucci, il pane del Giusti e curiosare tra i banchi con figli e nipoti come quando ero bambino e mia madre mi portava in San Michele a vedere il signore che vendeva i piatti e incantava il pubblico lanciandoli in aria per poi riprenderli senza romperli e prima di rincasare compravamo sempre i frati del Nelli».
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