Il Tirreno

Lucca

La causa

Lucca, guerra di patrimoni in Tribunale: testamento falso, eredità annullata

di Pietro Barghigiani
Lucca, guerra di patrimoni in Tribunale: testamento falso, eredità annullata

I familiari di un professionista deceduto vincono la causa contro la convivente

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Lui, lei, un patrimonio importante e un testamento a unire la coppia. Un legame sfaldato dall’irruzione dei parenti di lui in un’eredità che cambia il destinatario finale grazie a una consulenza grafologica: lo scritto con cui il professionista lascia tutta alla compagna è falso. Una sentenza riapre i giochi nella guerra tra familiari e compagna dell’uomo che negli ultimi anni aveva deciso di andare a convivere con la donna in Lucchesia. Il documento, scritto a mano, è diventato il perno del procedimento in Tribunale dopo l’impugnazione di chi si considerava legittimato a ereditare.

La sentenza

Ora un verdetto accerta la natura apocrifa delle disposizioni testamentarie e ne annulla gli effetti a favore della donna. Un grafologo ha “smascherato” la scrittura farlocca del testo il cui contenuto indicava nella convivente del defunto l’unica beneficiaria dei suoi beni. Contro la compagna mamma, fratello e nipote dell’uomo – mai sposato e senza figli – hanno puntato l’indice contestandole azioni e natura dei documenti.

Alla morte dell’uomo, nel febbraio 2021, i parenti scoprono della relazione. Con loro aveva quasi interrotto ogni rapporto. Accusano la donna «di non averli informati né della celebrazione del funerale e della sepoltura del proprio congiunto, né delle asserite responsabilità dell’istituto ospedaliero in relazione al decesso, né, tantomeno, dell’esistenza e della successiva pubblicazione del testamento» è la tesi dei parenti che si affidano a un perito di parte ottenendo un responso di falsità del testamento.

La tesi della convivente

La storia era iniziata tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Un legame che nel corso del tempo era diventato convivenza tanto da far prendere alla coppia la residenza nella stessa casa. «Lui mi aveva più volte manifestato l’intenzione di nominarmi quale unica erede universale e il 20 gennaio 2020 aveva redatto il testamento olografo conservato dentro un cassetto della scrivania presente all’interno di una stanza adibita a studio nell’abitazione» aveva argomentato la compagna.

La consulenza

Di fronte all’azione legale dei parenti sulla presunta falsità del testamento, il Tribunale, in composizione collegale (Anna Martelli presidente e relatrice, Maria Giulia D’Ettore e Silvia Morelli) ha nominato un consulente tecnico d’ufficio. Un grafologo che ha periziato le pagine del testamento. Si legge nella consulenza: «Al termine dell’analisi autonoma del testamento è stata rilevata maggiore evoluzione grafica nel testo, rispetto alla sottoscrizione, sebbene redatto in carattere stampatello maiuscolo, modello rigido e poco personalizzabile. L’insieme delle rilevazioni e il confronto testo – sottoscrizione ha determinato l’ipotesi preliminare di redazione apocrifa. Il quadro delle corrispondenze-non corrispondenze riscontrato al termine di tutti i confronti permette quindi di confermare l’ipotesi di apocrifia della sottoscrizione formulata al termine dell’analisi autonoma. Si ritiene pertanto di potersi esprime in termini di certezza, nonostante l’assenza di scritture comparative del testo e data».

La comparazione

Nell’eseguire l’analisi del testamento di cui si discute, il Ctu ha confrontato la grafia e le sottoscrizioni presenti nella scheda testamentaria con alcune sottoscrizioni, certamente riferibili al defunto, in atti e documenti – anche pubblici (notarili, carte d’identità, ecc.) – tra il 2015 e il 2020. Il consulente ha evidenziato che il testamento presenta molteplici non corrispondenze formali e gestuali di lettere, gruppi di lettere e sintesi letterali giungendo a concludere che “l’unica ipotesi verificata è l’apocrifia della sottoscrizione”. Con una consulenza così netta sulla falsità dello scritto, il Tribunale ha dichiarato «la nullità della scheda testamentaria attesa la sua apocrifia con esclusione della convenuta (la compagna, ndr) dalla successione del de cuius e con conseguente apertura della successione legittima in favore degli eredi». La mancata erede è stata condannata a pagare circa 10mila euro di spese legali ai parenti dell’ex conviventel


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Amministrative 2026

Elezioni comunali: a Pistoia e Prato vince il centrosinistra. Arezzo e Viareggio al ballottaggio. Cascina: rieletto Betti

di Luca Barbieri, Alessandro Lazzerini, Mario Moscadelli, Federica Scintu e Tommaso Silvi
Speciale Scuola 2030