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Il dramma

Lucca, 25enne travolto da una macchina: è in condizioni disperate. Chi è e la dinamica dell'incidente

di Pietro Barghigiani

	Il tratto del viale Giusti nel quale è avvenuto l'incidente
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Il tratto del viale Giusti nel quale è avvenuto l'incidente

È successo sul viale Giusti. L'automobilista, una donna di 60 anni, non si è fermata subito. L’hanno trovata nei paraggi gli agenti della Municipale, sotto choc: «Pensavo di aver preso un paletto»

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LUCCA. Il corpo esanime sull’asfalto. Nessuno in giro. Poco lontano, in stato di agitazione, una donna viene fermata dalla polizia municipale. L’auto presenta ammaccature evidenti. Gliene chiedono conto anticipandole che in strada c’è una persona sdraiata priva di conoscenza. Lei risponde: «Pensavo di aver preso un paletto».

Qualche minuto prima era successo altro. In serata nel tratto di viale Giusti in direzione della rotonda del Celide l’automobilista al volante di una Citroën C1 aveva investito un giovane. Sostiene di non averlo visto.

La vittima

Quel corpo appartiene a Jamal Allhassan, 25 anni, ghanese, in regola con il permesso di soggiorno, da tre anni in Italia, senza fissa dimora. Portato al San Luca, nel giro di un’ora è stato trasferito a Cisanello. È arrivato in coma profondo senza alcun riflesso con gravi lesioni cerebrali e varie fratture della colonna vertebrale. Ricoverato in neurorianimazione, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale. Non è stato valutato l’intervento alla testa. Fatali le lesioni per un trauma cranico che non ha lasciato speranze al giovane immigrato.

La dinamica

Se e quando la donna riuscirà a mettere insieme la sequenza degli istanti in cui con la sua auto ha investito il pedone, il lavoro per gli agenti della Municipale sarà molto più facile. Di sicuro non ci sono margini di dubbio sul fatto che fosse lei alla guida dell’utilitaria che ha travolto il giovane. Era sul marciapiede e si è sporto sulla strada in maniera improvvisa da non dare il tempo all’automobilista di evitarlo? Ha attraversato viale Giusti senza preoccuparsi dell’auto? Testimone e indagata per omicidio stradale sono la stessa persona.

Le indagini

Il magistrato di turno Antonio Mariotti è il titolare dell’indagine delegata alla polizia municipale. Non c’è stato bisogno di sequestrare l’auto. I segni sulla carrozzeria e il parabrezza della C1 sono eloquenti e raccontano di un urto violentissimo. Dopo aver investito il pedone, e la versione della 60enne è quella di non aver capito bene cosa fosse successo, la donna ha proseguito la corsa senza fermarsi. La pattuglia si è recata sul posto, e dopo l’arrivo dell’ambulanza, gli agenti hanno fatto un giro in zona alla ricerca dell’auto pirata. L’hanno trovata poco distante. Con l’automobilista tremante che ha raccontato di non essersi resa conto di aver travolto una persona.


 

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