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Lucca

La decisione

Lucca, ucciso da uno scooterista pirata: maxi risarcimento ai familiari

di Pietro Barghigiani
Il luogo dell’incidente mortale e nel riquadro Mario Amelio Coli
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Il luogo dell’incidente mortale e nel riquadro Mario Amelio Coli

Il Tribunale assegna 600mila euro, l’uomo si era allontanato dall’ospedale

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LUCCA. Falciato da un scooterista che dopo essersi fermato era fuggito, un pensionato di 71 anni era morto dopo 20 giorni di agonia.

È la storia di una tragedia senza colpevoli accertati quella che ora si traduce in un maxi risarcimento a favore di figli e nipoti della vittima del pirata dalla strada. A versare agli eredi di Mario Amelio Coli, in quote diverse, quasi 600mila euro, sarà l’assicurazione che per la Toscana si occupa del Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Pronto soccorso

I familiari avevano citato in giudizio anche l’Asl contestando il mancato controllo dell’anziano che, una volta portato al pronto soccorso nel tardo pomeriggio del 2 febbraio 2016, era uscito all’insaputa del personale e mentre camminava sulla via Romana era stato investito dallo scooterista che procedeva nella stessa direzione di marcia.

Una condizione, quella del pedone che, secondo la sentenza del Tribunale, un concorso di colpa del 50 per cento.

L’incidente

L’investimento del pensionato era avvenuto verso le 23 di martedì 2 febbraio 2016 sulla via Romana nei pressi del discount Ekom. L’ex muratore, residente a Segromigno in Piano, da tempo in pensione – aveva riportato gravissime lesioni che richiesero un intervento d’urgenza a Cisanello.

Asl incolpevole

L’ospedale non è stato ritenuto responsabile nella causa avviata dagli eredi di Coli, la cui tesi era quella della mancata vigilanza del familiare uscito dalla struttura e poi investito.

Scrive il giudice: «È fondato il convincimento che, quand’anche l’operatrice socio sanitaria preposta alla sala multifunzionale avesse scrupolosamente atteso all’obbligo di sorveglianza, l’allontanamento del paziente e, per l’effetto, il fatto lesivo, non avrebbe potuto essere evitato. Occorre anzitutto sottolineare come gli attori (i parenti, ndr) non abbiano neppure allegato quale avrebbe dovuto essere la condotta alternativa corretta, aggiuntiva rispetto ad una sorveglianza costante, che, nel caso di specie, sarebbe stata idonea ad impedire l’allontanamento del paziente».

E ancora: «Non sarebbe stato possibile individuare, una condotta alternativa corretta idonea ad impedire l’evento lesivo, giacché, quand’anche sorvegliato, il paziente avrebbe comunque potuto abbandonare spontaneamente l’ospedale». Coli era arrivato, in stato confusionale, in codice giallo alle 18, 40. Alle 21, 52 era stato chiamato per la visita, ma se ne era già andato. Alle 23 l’impatto fatale con lo scooter.

Il testimone

Un residente lungo la via Romana, a una decina di metri dal punto dell’investimento, aveva riferito alla polizia municipale «la sera del sinistro udì un forte botto provenire dalla strada, al che si affacciò al balcone, notando un ragazzo che camminava con il casco, fare qualche metro ed andarsene su uno scooter. Sceso in strada, il testimone rinvenne frammenti di carenatura chiaramente appartenenti ad uno scooter». E durante l’operazione nella gamba sinistra di Poli venne estratto un frammento di plastica sempre di colore grigio, come quelli trovati sull’asfalto. L’investitore non è mai stato trovato.

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