Il presidio
Lucca, insulti razzisti nel calcio giovanile: maxi squalifica per un 14enne
Il giudice non fa sconti: il giocatore resterà fuori per 10 giornate. La frase incriminata pronunciata dopo uno scontro di gioco
LUCCA. “Ne.. di m...a”. La frase razzista pronunciata da un baby calciatore della Mediavalle nei confronti di un avversario, è costata al 14enne una maxi sanzione: dieci giornate di squalifica. Una vicenda che farà discutere ma della quale non forniamo ulteriori dettagli, essendo minorenni tutti i soggetti coinvolti.
I fatti risalgono a domenica 10 marzo e riguardano un campionato Giovanissimi B, ovvero i nati nel 2010. Su un campo reso pesante dalla pioggia battente si sfidano una squadra della Mediavalle del Serchio e una del pisano. Il risultato è in bilico e la partita accesa. A pochi minuti dalla fine del primo tempo c’è un contrasto tra l’attaccante della squadra pisana e un avversario. L’arbitro fischia il fallo per la squadra ospite ma gli animi non si placano. Il giocatore della Mediavalle dice qualcosa all’avversario che reagisce colpendolo. L’arbitro, che è il più vicino, vede e sente tutto ed espelle entrambi i calciatori. Sembra finita lì, anche perché in pochi si rendono conto delle frasi pronunciate dal 14enne della Mediavalle. Anche l’attaccante della squadra avversaria non lo rivela né ai compagni né all’allenatore. Così, la partita va avanti ma ancora per poco. Al ’4 del secondo tempo l’arbitro interrompe la gara per impraticabilità di campo sul 2-1.
Due giorni dopo, escono le decisioni del giudice sportivo, ed ecco la sorpresa: dieci giornate di squalifica “per aver pronunciato espressioni di matrice razzista nei confronti di un calciatore avversario”. Si tratta di un provvedimento che raramente viene comminato a ragazzi di 14anni, ma il rapporto dell’arbitro deve essere stato molto chiaro se il giudice sportivo ha deciso di usare la mano pesante. Non ha risparmiato neppure il giocatore avversario, che ha reagito alle offese aggredendo l’avversario: per lui tre giornate di squalifica.
Interpellati sulla vicenda, i dirigenti della squadra della Mediavalle sono basiti: «Siamo sorpresi dalla maxi squalifica – dicono –. Lì per lì nessuno di noi si è reso conto di quanto accaduto, sembrava una normale baruffa. Anche da parte della squadra avversaria, con cui ci siamo sentiti proprio oggi (ndr, giovedì 14 marzo) per concordare la data del recupero della partita, non ci è stata segnalata questa grave condotta. Ora parleremo con il diretto interessato, che oggi non era agli allenamenti, e con gli altri componenti di squadra per verificare se effettivamente i fatti si sono svolti come l’arbitro ha scritto nel suo referto. Per poterlo leggere, peraltro, bisognerebbe presentare ricorso e ripeto, prima di valutare qualsiasi ipotesi, vogliamo raccogliere maggiori elementi. Di certo, se c’è stato un comportamento razzista da parte del nostro giocatore prenderemo provvedimenti nei suoi confronti e ci scusiamo con la squadra avversaria e con il calciatore offeso».
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