Il presidio
Lucca, delitto del cuoco: confermati i 15 anni ai due assassini
La Cassazione dice no a un nuovo processo
LUCCA. Nessuna provocazione tale da giustificare una reazione di quella violenza. E neanche l’ipotesi che l’aggressione sia andata oltre la volontà di uccidere.
La Cassazione chiude, con l’inammissibilità dei ricorsi dei legali dei due imputati, il caso di omicidio di Roshan Silva Kalukankanamalage, 50enne, cuoco, cingalese, avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 aprile 2019 in un appartamento in via del Toro.
Per Chathurang Warnakulasuriya Mudianselage Gayan, 33 anni, e Gayan Poruthotage Fernando Samit, 40 anni, restano i 15 anni inflitti in abbreviato dal gup del Tribunale di Lucca e poi confermati in appello. I due erano difesi dagli avvocati Veronica Nelli e Paolo Mei. Roshan ospitava nel suo appartamento i due connazionali. Tutti e tre quella sera avevano bevuto. Una condizione alcolica che favorì una lite scoppiata per motivi di gelosia con Roshan convinto che uno dei due avesse una relazione con la sua compagna.
Secondo la Cassazione non è accoglibile la tesi dell’omicidio preterintenzionale. Per la difesa «i due stessi hanno soccorso Roshan aiutandolo a bere e sono andati a dormire nella convinzione che tutto fosse terminato e che Roshan non stesse così male, e che nelle intercettazioni ambientali successive gli imputati dicono che non intendevano ammazzarlo». Di contro i giudici di legittimità sottolineano che «nella sentenza di primo grado il giudice aveva ritenuto di non ravvisare la provocazione in quanto, a suo giudizio, le gravissime lesioni patite da Roshan danno conto della manifesta sproporzione tra l’asserito l’atto ingiusto e la successiva reazione, ed aveva ritenuto, inoltre, di non concedere le attenuanti generiche avuto riguardo alla brutalità dell’aggressione ed al comportamento processuale non limpido, atteso che ognuno degli imputati ha attribuito la responsabilità all’altro». Tutto accade tra la cucina e la camera da letto. Un autentico combattimento con una sedia fracassata e un piatto rotto in testa all’ex cuoco oltre a calci e pugni assestati in ogni parte del corpo. Dallo stato di incoscienza al decesso nel corso della nottel
P. B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
