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Altopascio: tentato omicidio, sentenza definitiva con lo sconto

di Pietro Barghigiani
Altopascio: tentato omicidio, sentenza definitiva con lo sconto

All’inizio le parti offese erano due, ma in appello il 34enne è stato riconosciuto responsabile solo verso una persona

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 ALTOPASCIO. Cade l’accusa di tentato omicidio verso la donna, ma resta quella nei confronti dell’uomo, il vero bersaglio dell’imputato. Condannato in abbreviato a 5 anni e 10 mesi per duplice tentato omicidio, Mirko Braidich, 34 anni, residente in provincia di Bergamo, in appello si è visto ridurre la pena a 4 anni e 10 mesi. Il ricorso in Cassazione per ottenere un nuovo processo è stato rigettato.

I giudici hanno confermato la responsabilità penale di Braidich per il tentato omicidio ai danni di un piccolo imprenditore residente ad Altopascio.

«La condotta è stata ritenuta idonea ad uccidere quest’ultimo, perché i colpi sono stati sparati volutamente contro di lui appena era uscito da casa, chiamato dall’imputato proprio al fine di farlo avvicinare al cancello, e in rapida successione – si legge nella sentenza della Suprema Corte – . L’affermazione del consulente balistico, circa la oggettiva imprecisione di tiro di quella pistola alla distanza da cui è stata usata, non esclude l’idoneità dell’atto: l’inidoneità dell’azione rileva solo in quanto assoluta, accertata con valutazione ex ante, e la semplice insufficienza del mezzo non la configura, potendo questo essere ritenuto inidoneo solo quando è tale ab origine».

Gli atti, poi, sono stati ritenuti in modo univoco diretti a colpire il bersaglio primario: secondo il consulente, la distanza rendeva quell’arma priva di una precisione tale da colpire l’obiettivo prescelto, «ma gli spari erano idonei a produrre l’evento voluto perché, stante la loro velocità, erano lesivi per il corpo umano, ed inoltre l’imputato ha chiamato la vittima per nome, proprio per farla avvicinare, riducendo così la loro reciproca distanza. Per le stesse ragioni è stata ritenuta provata la sussistenza del dolo, stanti anche le minacce di morte rivolte in precedenza contro la vittima».

L’episodio risale alla sera del 17 maggio 2020. Secondo quanto ricostruito Braidich nutriva sentimenti di rancore nei confronti di un imprenditore residente ad Altopascio, con cui era venuto alle mani sul lungomare di Genova. Una scazzottata in cui Braidich aveva avuto la peggio. Per vendicarsi era partito da Bergamo per arrivare ad Altopascio e sparare contro il suo “avversario” quattro colpi di pistola.l

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