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Lucca, il Comune dice no a rinvii sulla tassa per il suolo pubblico
L’assessora Paola Granucci respinge la proposta di Fipe. «Non è possibile posticipare, modifiche già approvate»
LUCCA. «Per noi la partita è chiusa». Paola Granucci, assessore al Commercio esce finalmente allo scoperto e risponde, punto su punto, alle obiezioni mosse dall’associazioni di commercianti in relazione alla tariffa per il suolo pubblico. Non solo: forse per la prima volta l’assessora mette da parte la timidezza che l’ha frenata all’inizio del mandato e difende con fermezza le scelta dell’amministrazione, motivandole e rispendendo al mittente la proposta di un posticipo della nuova zonizzazione lanciata da Fipe Confcommercio.
Granucci, partiamo dalla proposta lanciata da Fipe di posticipare a novembre la nuova zonizzazione. Cosa risponde?
«Che non è possibile. Il provvedimento che prevede la modifica della zona per alcune aree del centro è passato in consiglio a inizio anno, mentre la delibera relativa alla creazione della nuova area A++ è stata deliberata in giunta la scorsa settimana. Pertanto a questo punto le modifiche sono effettive e non si possono posticipare».
Facciamo chiarezza sui coefficienti utilizzati per il calcolo della tariffa. Si è detto che quelli discussi nei tavoli di concertazione fossero diversi da quelli effettivi?
«Mi sembra che a volte si voglia far confusione di proposito. I coefficienti sono stati stabiliti qualche anno fa e, come più volte, ribadito non li abbiamo toccati. Abbiamo solo introdotto una nuova area, la A++, per la quale ne è stato introdotto uno specifico».
Ci può indicare i coefficienti usati per calcolare la tariffa?
«Sono lo 0,62 al mq al giorno per la zona B, lo 0,98 per la A, l’1,07 per la A+ e la scorsa settimana abbiamo fissato a 1,60 il coefficiente della nuova zona A++».
Lei ha più volte detto che non ci sono aumenti, ma di fatto ci sono 44 attività che pur rimanendo fisicamente al loro posto, si ritrovano in una zona in cui la tariffa costa di più, a volte fino al 58% in più.
«È vero ma la decisione di modificare la classificazione di alcune piazze e vie del centro non è casuale ma figlia di un’attenta analisi, basata anche su uno studio di Imt. Partiamo col dire che le attività che sono nella “zona rossa” godono di una esclusività garantita loro dallo stop alle nuove concessioni per la somministrazione di alimenti e bevande. Si trovano in una posizione di privilegio, i cui benefici sono certificati dal fatto che un anno e mezzo dopo l’entrata in vigore di questa zonizzazione, le richieste pervenute dalla zona rossa per il suolo pubblico erano perfino aumentate. Inoltre, in quelle aree sono aumentati gli eventi su cui l’amministrazione ha investito. Abbiamo speso più che in passato, ma soprattutto siamo stati bravi a dare risonanza e visibilità a queste iniziative, che non sono solo luci e lustrini, ma portano gente e producono lavoro per le attività».
Pertanto, lei ritiene giusti gli aumenti per queste attività.
«Guardi, gli aumenti riguardano solo 44 attività su circa 200 che richiedono il suolo pubblico. Inoltre, proviamo a ribaltare il discorso e domandiamoci se era giusto che gli esercenti di via San Paolino o via Santa Croce, pagassero più di quelli di piazza Santa Maria o di San Francesco».
Veniamo all’Anfiteatro: gli esercenti ritengono che la loro zona non sia diversa da San Michele o piazza Napoleone e quindi trovano sbagliato che sia più cara.
«La differenza è che gli esercenti dell’Anfiteatro hanno il privilegio di poter avere più suolo pubblico a disposizione. In piazza Napoleone o in San Michele non c’è questa possibilità, perché le attività sono sistemate sul perimetro e devono mantenersi entro certi limiti per garantire il passaggio della viabilità. Inoltre, in Anfiteatro, il suolo pubblico è ad uso esclusivo della ristorazione. Fiorai e attività di noleggio bici non possono ottenerlo. Abbiamo messo un limite per salvaguardare la piazza».
La partita pertanto è chiusa?
«Per noi sì. Abbiamo già introdotto uno “sconto” del 34% per la tariffa del periodo invernale che mitiga molto i rincari per le 44 attività coinvolte dal cambio di zona».
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