Sos smog, 25mila auto colpite dall’ordinanza di stop al transito
Sono i veicoli interessati ai limiti dovuti allo sforamento delle polveri sottili
LUCCA. Per migliorare una qualità dell’aria che in Lucchesia e Piana sta creando non poche preoccupazioni, pure l’ultimo report di Arpat ha confermato la criticità della situazione, da martedì scorso fino a lunedì 5 febbraio compreso, nella fascia oraria 8, 30-13, 30 oltre 25mila veicoli non potranno circolare.
Un’ordinanza emessa, come noto, dai Comuni di Lucca, Capannori, Altopascio, Porcari e Montecarlo, a tutela dei rispettivi cittadini sulla base del nuovo Pac d’area (piano di azione comunale) che prevede divieti meno estesi a livello cronologico ma, al tempo stesso, più tipologie di veicoli impossibilitate a muoversi.
Limitazioni al traffico adottate come risposta agli sforamenti dei valori consentiti di polveri sottili registrati nelle settimane precedenti.
Stop per 25mila veicoli
I tipi di mezzi “colpiti” da questa disposizione sono parecchi e riguardano i seguenti: auto benzina e diesel euro zero, euro 1, euro 2 ed euro 3; veicoli merci euro zero, euro 1, euro 2 ed euro 3 diesel; ciclomotori e motoveicoli euro zero (omologati prima del 17 giugno 1999) ed euro 1 (uniformati dopo il 17 giugno 1999) ; veicoli ad uso speciale euro zero; autobus euro zero. Stando alle statistiche, aggiornate al 2022 e rintracciabili sulla sezione “Open parco veicoli” (basata sui numeri delle locali motorizzazioni) del portale dell’Aci, relativamente a Lucca sono dunque 25.071 le vetture che non saranno in strada dalle 8, 30 alle 13, 30. Al di là, di quante tra le 9mila macchine euro 0, quelle non ecodiesel e immatricolate prima del 31 dicembre 1992, siano fattivamente in circolazione, sono dati estremamente importanti per capire la reale portata del provvedimento e degli impatti, si spera immediati, che possono esserci nella lotta all’inquinamento.
Salito indice di criticità
Valutazione indice Icqa. Sebbene al primo impatto possa assomigliare a un abbreviato codice fiscale, questo acronimo sta per indice di criticità della qualità dell’aria, il report quotidiano di Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) fondato sui dati del bollettino. Ebbene, prendendo in esame le due stazioni di riferimento tra Lucchesia e Piana, quelle di Capannori e San Concordio, in cinque degli ultimi sette giorni è stato superato il limite del valore giornaliero di PM10, consistente in 50 hg/m3. Per fornire al lettore un dato concreto, analizzando le concentrazioni rilevate la scorsa settimana, a Capannori l’apice è stato toccato mercoledì 24 gennaio, quando il valore delle polveri sottili raggiunse un valore di 84 hg/m3. A San Concordio, sempre nel medesimo giorno, i valori segnalati erano saliti fino a quota 70 hg/m3. Condizioni che hanno fatto salire al secondo livello l’indice di criticità della qualità dell’aria in un’area esaminata che, oltre a Piana e Lucchesia, comprende pure i Comuni della Valdinievole.
L’aria di Lucca
Nell’annuale report “Ecosistema Urbano”, stilato da Legambiente che analizza attraverso 19 parametri le perfomance naturali delle 105 città capoluogo di provincia, Lucca occupa una lusinghiera 31esima posizione nella graduatoria generale. Discorso opposto, a conferma di una situazione che si protrae da anni, riguarda proprio l’apposita graduatoria dedicata alla media annuale delle polveri sottili.
La città dell’arborato cerchio occupa la 68esima posizione (in vetta c’è Lecce con una concentrazione media di 8 hg/m3) con un rapporto di 26 hg/m3. I livelli da maglia nera delle grandi città, Milano e Torino occupano rispettivamente il quartultimo e il terzultimo posto della lista, sono fortunatamente lontani dall’essere raggiunti, ma di certo questi numeri, tenendo presente il diverso peso demografico rispetto ai due centri del nord Italia, non devono passare inosservati.
Sperando che le misure messe in campo dal rinnovato Pac, oltre a fornire degli effetti immediati, siano soltanto le prime di una lunga serie per invertire la tendenza locale.
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