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Lucca e quel ciak che non arriva, il film con Dustin Hoffman è a rischio: cosa sta succedendo

di Gianni Parrini
Lucca e quel ciak che non arriva, il film con Dustin Hoffman è a rischio: cosa sta succedendo

I ritardi hanno fatto lievitare le spese oltre il budget inizialmente previsto. Gli attori del cast sono in stand-by: in settimana riunioni a Milano e Zurigo

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LUCCA. In bilico il film con Dustin Hoffman a Lucca, la prossima settimana si decide se il progetto andrà avanti o se verrà cancellato. Ricapitoliamo l’accaduto.

Se ne parla da mesi, la produzione, i costumisti gli scenografi e tutta la manovalanza che la macchina del cinema si porta dietro (circa 40 persone) sono rimaste in città per settimane e molte sono ancora qua; sono stati affittati i capannoni (due) per le riprese in interno, fermati gli alloggi per gli attori del cast (oltre ad Hoffman ci sono anche Helen Hunt e la modella australiana Tamara Weaving). C’è una sceneggiatura fatta e finita, e sono state scelte le location, quasi tutte nel centro storico. Si sono perfino svolti i casting per le comparse (500), qualche attrice famosa è venuta a fare le prove costume (Laura Morante) e alcune immagini di complemento sono già state girate. Senza dimenticare la conferenza stampa di presentazione e la firma di una convenzione tra il Comune e il la produzione internazionale.

Eppure, il progetto “The towers’ stories”, mai come in questi giorni rischia di svanire. Il tanto atteso film di Peter Greenaway ambientato a Lucca con protagonisti due premi Oscar come Hunt e Hoffman, quest’ultimo nei panni di un professore newyorchese che viene a Lucca per riscoprire le proprie origini, è affossato dai ritardi e soprattutto dalle spese che la pausa natalizia ha fatto lievitare pare ben oltre il budget iniziale. Che, come detto in conferenza stampa da Philip Lee, produttore di Facing East, si aggirava attorno ai 15 milioni di euro. Le settimane sono passate ma del film c’è poco o niente.

Il primo ciak avrebbe dovuto avere luogo il 15 novembre a palazzo Pfanner, ma da un rinvio all’altro si è arrivati al 20 gennaio, con appena qualche manciata di riprese di complemento effettuate con i droni o in via del Fosso, per di più senza gli attori principali. Hoffman ovviamente era ed è il più atteso ma finora di lui si è visto solo un sosia impegnato in qualche prova sulla luce. Eppure il suo agente ha bloccato un palazzo nel centro storico di Lucca addirittura dal 26 ottobre, lasciando una cospicua caparra. I suoi bodyguard sono rimasti a Lucca per diversi giorni a inizio dicembre, quando sembrava che l’arrivo dell’86enne attore californiano fosse imminente. Invece, niente. Tutto rimandato, da una settimana all’altra. È chiaro, però che la cosa non potrà andare avanti così all’infinito anche perché le spese restano visto che i capannoni in via della Formica e in via Filzi sono tutt’ora in affitto.

I bene informati dicono che la prossima settimana sarà decisiva: la sorte del film verrà decisa nelle riunioni che si terranno tra Milano e Zurigo e che vedono coinvolte Facing East (produttore internazionale) e The Family, la società di Milano partner italiana a cui è stata affidata la produzione esecutiva del film. Pare che i rapporti tra le due società non siano idilliaci e che per questo qualche testa sia già caduta.

Il timore è che il prossimo a cadere sia l’intero progetto del film e sarebbe un vero peccato per tutta la città che aveva accolto con entusiasmo l’arrivo del grande cinema, basti pensare che ai casting per le comparse si erano presentate oltre 1.200 persone. Dal canto suo, il Comune non può far altro che aspettare il corso degli eventi in qualità di spettatore: «È da oltre un anno che stiamo lavorando a questo progetto – spiega l’assessore Remo Santini –. Come amministrazione speriamo che tutto vada in porto perché sarebbe la produzione più importante che Lucca ha avuto in tutta la sua storia e rappresenterebbe una promozione importante a livello internazionale. Per la parte che ci compete abbiamo fatto tutto il possibile, spendendo energie, tempo e firmando una convenzione. Incrociamo le dita, non possiamo fare altro perché la cosa ora non dipende da noi. Siamo di fronte a produzioni serie e questo ci lascia ben sperare».




 

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