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Lucca

Inchiesta della Guardia di finanza

Lucca, coppia imputata per bancarotta. «Fatti sparire beni e soldi per 340mila euro»

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	Lucca, coppia imputata per bancarotta. «Fatti sparire beni e soldi per 340mila euro»</h2>

Nei guai una coppia all'epoca dei fatti attiva nel settore dei trasporti

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LUCCA. Una è fallita nel maggio 2022. L’altra nel luglio dello stesso. Lo stesso settore – trasporti e logistica – e un destino unico per due società attive all’epoca dei fatti nel settore dei trasporti.

Ora l’amministratore di fatto e quello che compariva nelle visure camerali come socio e amministratore unico sono accusati di bancarotta documentale e fraudolenta. La Procura (pm Antonio Mariotti) ha richiesto il rinvio a giudizio degli amministratori formali e ufficiosi della Hpg Srl semplificata, sede legale a Vorno, fallita nel maggio 2022, e della Gmt Logistica Srl semplificata, sede a Lucca, la cui sentenza di fallimento risale al luglio. Si tratta di una coppia: 66enne, nato a Pisa e residente a Marlia, con precedenti specifici, e una 63enne di Vicopisano.

Secondo l’accusa ci sarebbero stati prelievi di denaro e spese non riferibili alla gestione delle due società per 340mila euro. I curatori fallimentari, parti offese nel procedimento, al momento dell’inventario non hanno trovato una dozzina di veicoli, tra autocarri e moto, che facevano capo alle due ditte. Di qui l’ulteriore accusa di aver fatto sparire i beni, con altro materiale d’ufficio, evitando di metterli a disposizione dei creditori. Quando la Procura ha affidato alla Guardia di finanza le indagini successive ai fallimenti, gli investigatori hanno trovato una situazione contabile precaria e lacunosa. Non sono stati consegnati neanche i documenti indispensabili per ricostruire patrimonio e giro d’affari.

I finanzieri hanno accertato che di fatto la gestione amministrativa ed operativa delle aziende faceva capo al 66enne che si muoveva con fornitori e dipendenti in prima persona al posto della moglie che figurava come amministratore di diritto. Ed era sempre lui, sempre secondo le contestazioni, a disporre pagamenti ed effettuare prelievi.

All’epoca della denuncia dei due, la Guardia di finanza aveva sottolineato che «gli accertamenti avevano consentito di ricostruire una serie di condotte poste in essere sempre dal suddetto soggetto che, nel corso degli anni, avevano portato a spogliare le società dei principali asset aziendali e a svuotare i relativi conti correnti con operazioni non giustificate. All’esito delle investigazioni è stato appurare che, la totalità dei beni aziendali distratti, comprensivi di disponibilità liquide e beni mobili delle società, ammonta a un totale di quasi 340mila euro». Ora la richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta per i due amministratoril



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